Da Cospito agli attacchi all’Av: la nuova galassia anarchica
L'inchiesta, dice Meloni, "un risultato che conferma la forza dello Stato"
Da Cospito agli attacchi all’Av: l’operazione antiterrorismo che ha portato all’arresto di sette militanti a Roma, una nitida istantanea della mutazione dell’anarchismo insurrezionalista italiano.
L’inchiesta di Roma
Emerge un “unicum” operativo e ideologico delle due anime storiche del movimento. Quella “sociale”, radicata nelle lotte territoriali del movimento No Tav , e quella nichilista. Il culmine di una strategia con il sabotaggio delle linee Av punto di incontro tra la “difesa della terra” e l’attacco alla “Mega-macchina”, teorizzata da Alfredo Cospito come il nemico assoluto dell’umanità.
L’inchiesta romana ha smantellato una cellula terroristica “gravemente indiziata” di aver costituito un gruppo anarco-insurrezionalista strutturato.
“Un duro colpo a chi pensa di poter minacciare la sicurezza della Nazione, colpire infrastrutture strategiche e mettere in discussione i principi della convivenza democratica”. Così la premier Giorgia Meloni sul suo profilo X. “Un risultato – ha aggiunto – che conferma la forza dello Stato e la determinazione con cui il governo continuerà a contrastare ogni forma di terrorismo e violenza, a difendere la legalità e a garantire la sicurezza dei cittadini”.
Il dato più significativo, il radicamento nella Capitale
Perquisizioni che hanno toccato pure il “Bencivenga Occupato”. Nella portata dell’indagine, collegamenti a macchia d’olio verso altri poli della protesta radicale: Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli.
Non più gruppi isolati, ma una filiera. I sabotaggi dell’Av del 14 febbraio, il “salto di qualità” . per mettere in ginocchio i trasporti su tratte nevralgiche come la Roma-Firenze e la Roma-Napoli.
Il vero obiettivo, su ispirazione.noblogs.org
Il sabotaggio della “logistica di guerra” e dei grandi eventi come Milano-Cortina, simboli del “capitalismo predatore”. Il treno come un ingranaggio della “Mega-macchina” da svitare con il fuoco. Il filo rosso di questa nuova strategia, con Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone morti il 20 marzo scorso in un casolare di Roma. L’ordigno al nitrato di ammonio e chiodi in preparazione, indirizzato ad obiettivi umani qualificati. L’indagine romana dimostra ora che le due anime stanno collaborando.
La radice “sociale” dei centri occupati coniugata all’anima insurrezionalista nichilista che vuole la rivoluzione per l’anarchia “qui e ora” . Cospito, dal carcere, ha chiarito. Bisogna colpire subito i “bulloni” del sistema, dai tralicci alle fibre ottiche, fino ai gangli della logistica.
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