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Ambiente

Scarti di sughero “spugne magiche” per i mari

Come trasformare i tappi di bottiglia e i residui industriali in un’arma hi-tech contro l'inquinamento?

di Giorgio Brescia -


Dagli scarti di sughero alle “spugne magiche”: la rivoluzione green del Cnr di Lecce per pulire i nostri mari.

Il progetto Cnr

Come trasformare i tappi di bottiglia e i residui industriali in un’arma hi-tech? Possono diventare uno strumento per combattere l’inquinamento dei mari.

Un risultato raggiunto dai ricercatori del Cnr-Nanotec di Lecce in collaborazione con l’Università del Salento. L’inquinamento dei mari? La risposta può arrivare dall’economia circolare. Dagli scarti di sughero nasce un tech green capace di purificare l’acqua.

L’iniziativa

Il cuore del progetto innovativo, in un processo di trasformazione avanzato. Gli scarti industriali del sughero vengono prima riciclati e poi convertiti in carbonio grafitico e integrati in una struttura porosa.

Il risultato, vere e proprie “spugne intelligenti” utili ad assorbire rapidamente e selettivamente oli e sostanze inquinanti.

Un metodo che evita l’uso di solventi chimici tossici, scegliendo un approccio a basso impatto ambientale.

La pubblicazione

Il risultato del progetto, pubblicato sulla rivista Journal of Hazardous Materials, al termine del progetto MSP4Water, sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Per il ricercatore Antonio Turco, una tecnologia potenzialmente pronta per il salto su scala industriale. E per offrire una soluzione concreta per la bonifica di sversamenti oleosi e per il trattamento di acque contaminate.


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