Udine tra degrado e tensioni, moschea contestata e immigrazione al centro della protesta
I clandestini sono solo parte del problema. I regolari non possono godere di una sorta di immunità
A nove mesi dalla nascita del Comitato Viale Ungheria e Dintorni, il quartiere di Udine si ritrova punto e a capo. I residenti denunciano ancora una volta un degrado che nessuno sembra voler affrontare con decisione. Le segnalazioni parlano di sovraffollamenti in alcuni appartamenti destinati all’accoglienza, con un via vai continuo di persone che stazionano nelle aree comuni e sotto i portici. I cittadini raccontano scene quotidiane che alimentano insicurezza e frustrazione, mentre rifiuti e comportamenti incivili trasformano un’area residenziale in un luogo che non assomiglia più a ciò che dovrebbe essere.
Un contesto igienico sanitario che indigna
Da mesi, a Udine, secondo le testimonianze raccolte, alcune persone utilizzano gli spazi pubblici come se fossero un’estensione degli alloggi. Pasti consumati all’aperto, giacigli improvvisati, bisogni fisiologici espletati senza alcun rispetto per chi vive lì. Una situazione che qualunque comunità considererebbe inaccettabile. I residenti chiedono interventi immediati perché ritengono che le condizioni attuali superino ogni limite di tollerabilità.
Il parco trasformato in zona grigia
Poco distante, al Parco Martiri delle Foibe, famiglie e bambini assistono a comportamenti che suscitano sdegno. Alcuni soggetti, spesso in evidente stato di alterazione, si lavano completamente nudi alla fontanella del parco. Un gesto che non può essere liquidato come semplice maleducazione. I marciapiedi circostanti mostrano rifiuti abbandonati, materassi, biciclette di dubbia provenienza. Un quadro che offende chi ogni giorno cerca di vivere questo quartiere di Udine con normalità.
Piazzale d’Annunzio e la questione dell’associazione religiosa
Situazione simile in Piazzale d’Annunzio, dove le aiuole diventano punto di bivacco quotidiano. A febbraio 2025, inoltre, in un immobile tra viale Ungheria e via Bertaldia è stata avviata l’attività dell’associazione culturale “Islam è luce”, guidata da Baba Cracki, che si presenta come imam. Le attività pubblicizzate riguardano insegnamenti religiosi e memorizzazione del Corano. I residenti sostengono che l’immobile risulta classificato come commerciale e temono che si tratti dell’ennesimo luogo di culto non autorizzato, con afflusso di persone in una struttura ritenuta non idonea.
L’esposto e la richiesta di un intervento deciso
Nelle ultime ore il Comitato ha presentato un esposto firmato alle autorità competenti. Vengono richiesti controlli mirati, identificazioni, eventuali allontanamenti di soggetti considerati pericolosi, verifiche sull’agibilità degli immobili e un rafforzamento della sicurezza. L’obiettivo è chiaro e legittimo, vivere in un quartiere normale, uscire di casa senza sentirsi costantemente in allerta. Ora servono risposte concrete perché a Udine la pazienza è finita.
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