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Economia

Pil, l’Italia cresce allo 0,9% ma divisa

Trentino-Alto Adige in testa, Valle d'Aosta maglia nera. L’economia italiana procede a velocità differenti, mettendo in luce un marcato divario sia regionale che provinciale

di Giorgio Brescia -


Pil 2026, Cer-Confesercenti: l’Italia cresce allo 0,9% ma divisa. Ecco un report che illustra la situazione.

L’iIalia cresce ma…

Trentino-Alto Adige in testa, Valle d’Aosta maglia nera. L’economia italiana procede a velocità differenti, mettendo in luce un marcato divario sia regionale che provinciale.

diffuse le stime territoriali elaborate dal Cer per Confesercenti, basate sul modello econometrico Cer e sulle ultime previsioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che fissano allo 0,9% l’aumento complessivo del Pil nazionale per il 2026.

La forbice di crescita tra l’area più dinamica e quella in maggiore affanno raggiunge gli 1,6 punti percentuali.

La mappa regionale: la spinta del Nord-Est e il freno del Nord-Ovest

Nella classifica delle Regioni, la guida dello sviluppo economico è affidata al Trentino-Alto Adige, che si posiziona in cima con una stima di incremento del prodotto interno lordo pari al +1,5%.

Segue una coppia formata da Lazio e Toscana, entrambe accreditate di un +1,2%, mentre Emilia-Romagna, Basilicata e Liguria viaggiano appaiate a quota +1,1%.

All’estremo opposto della graduatoria si colloca la Valle d’Aosta, unica realtà territoriale a registrare una contrazione (-0,1%).

Segnali di stagnazione arrivano anche dalla Calabria, che si ferma a un marginale +0,1%, mentre il Molise mostra una progressione contenuta (+0,5%).

A livello di grandi ripartizioni geografiche, il Nord-Est si conferma la macro-area più dinamica del Paese con un incremento dell’1,1%, seguito a breve distanza dal Centro al +1,0%. Più staccati e perfettamente allineati sulla media dell’area meridionale (+0,8%) si collocano invece il Nord-Ovest, il Sud e le Isole.A

Le città

Bolzano maglia rosa, Napoli trascina il Mezzogiorno. Analizzando il dettaglio dei capoluoghi di provincia, lo scarto tra la prestazione migliore e quella peggiore si amplia fino a 1,8 punti percentuali.

Bolzano conquista la maglia rosa della crescita con una previsione del +1,8%, superando i motori economici di Roma e Milano, che condividono la seconda piazza con un +1,6% (generando insieme oltre il 20% del Pil italiano). Ultima in classifica è Reggio Calabria, attestata a crescita zero.

Nel Mezzogiorno emerge il ruolo di Napoli, vera e propria locomotiva del Sud con un incremento del +1,5%, dato nettamente superiore alla media dell’area meridionale (+0,8%). Più staccata Bari, che mette a segno un +1,3%.

Il turismo non basta da solo: i dati delle città d’arte

Il report del Cer evidenzia infine come la vocazione turistica non rappresenti una garanzia automatica di performance record.

Venezia e Torino registrano infatti un incremento inferiore alla media nazionale, fermandosi al +0,7%.

Firenze (+1,1%) si allinea invece ai ritmi di crescita di Bologna, Genova e Trieste. E conferma come la tenuta economica dei territori dipenda da una struttura produttiva più articolata.

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