Nei borghi premiati, il verde che muore
L'Italia dei "punti" e delle "pagelle": la realtà è diversa
Nei borghi premiati, il verde che muore. Solo pochi giorni fa, la consegna delle 97 Spighe Verdi ai comuni rurali più sostenibili d’Italia.
Le 97 Spighe verdi
La “Spiga”, assegnata dalla Fee, a premiare indicatori come il corretto uso del suolo, la gestione dei rifiuti e la “qualità dell’offerta turistica”. Il Piemonte ne colleziona ben 22 ma tra i documenti tecnici del sistema Paese affiora uno scarto grottesco.
In alcuni dei territori di questi campioni della sostenibilità, la critica a un default biologico mascherato da innovazione procedurale. Per esempio a Carignano, uno dei Comuni “Spiga” lungo l’asse fluviale del Po. Qui, l’ inganno dell’approccio “naturalistico evolutivo”.
Il cortocircuito nei borghi premiati, dal monitoraggio della forestazione urbana
In molte aree, il tasso di mancato attecchimento delle piante messe a dimora ha raggiunto il 50%. Milioni di euro in piantine (il cosiddetto postime) bruciati dalla siccità per la rigidità di una progettazione che prevedeva la semina solo per centrare i target numerici europei del sistema Regis.
Per non dover ammettere il fallimento e non dover restituire i fondi, comuni e città metropolitane (come Torino, cuore del Piemonte primatista di Spighe) propongono un cambio di paradigma. Lo chiamano “approccio di tipo naturalistico evolutivo”.
In termini meno burocratici, smettere di fare manutenzione agronomica, rinunciare all’irrigazione dei nuovi boschi e lasciare che la natura faccia morire gli esemplari che non resistono.
L’Italia dei “punti”
Sulla carta è un disastro manutentivo, nei database ministeriali diventa una “sperimentazione ecologica in linea con le dinamiche naturali”. Indicatori perfetti, servizi in ritirata, La spia di un Paese che ha imparato a curare in maniera maniacale la pagella dei punti (il numero di cestini per la differenziata, i metri di ciclabile) mentre la sostanza del territorio regredisce.
Si appuntano medaglie mentre la natura si ritira fisicamente dai borghi premiati. Restano i vessilli dei riconoscimenti su piazze tecnicamente ineccepibili, accanto a boschi Pnrr lasciati morire per “scelta evolutiva”.
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