Branco di lupi adotta un cucciolo di cane: cosa dice la scienza?
Quali sono i motivi biologici dietro questo comportamento e quali sono i precedenti in natura?
Branco di lupi “adotta” un cucciolo di cane: il video virale e la spiegazione degli scienziati. Le immagini di questa storia stanno facendo il giro del mondo, lasciando a bocca aperta gli appassionati di natura.
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Branco di lupi adotta cucciolo di cane: possibile?
Un cucciolo di cane è stato “adottato” da un branco di lupi selvatici, vivendo, giocando e crescendo insieme a loro come se fosse un membro effettivo della famiglia.
Ma dove è successo esattamente questo incredibile fenomeno, quali sono i motivi biologici dietro questo comportamento e quali sono i precedenti in natura?
Dove è successo? Il caso virale del video con il drone
Il fenomeno è stato documentato nella regione montuosa della Macedonia, nella Grecia settentrionale. A catturare le straordinarie immagini, un drone guidato da Thodoris Komninos, un ricercatore impegnato in un dottorato di ricerca focalizzato proprio sul monitoraggio sistematico di questa specifica famiglia di lupi.
Il video mostra chiaramente il cagnolino – presumibilmente un cucciolo smarrito proveniente da un vicino allevamento di pecore – perfettamente integrato. I lupi non solo lo tollerano, ma lo nutrono, gli portano il cibo e lo guidano alle fonti d’acqua.
Perché i lupi adottano un cucciolo di cane? I motivi biologici
I rapporti tra Canis lupus (lupo) e Canis lupus familiaris (cane) sono solitamente conflittuali. I lupi tendono a vedere i cani domestici come intrusi nel proprio territorio. O, nei casi peggiori, come prede. Eppure, in questo caso specifico, sono subentrati fattori biologici ed evolutivi ben precisi.
L’assenza di competizione, l’istinto, la trasmissione della specie
Il cane è ancora molto piccolo. Essendo un cucciolo, non rappresenta una minaccia gerarchica né territoriale per gli adulti del branco. I lupi, poi, hanno un istinto parentale e di cooperazione sociale estremamente sviluppato. Davanti a un cucciolo della stessa sotto-specie (entrambi sono canidi), un’altra reazione. I segnali di sottomissione e vulnerabilità del piccolo possono aver disinnescato l’aggressività dei predatori, attivando l’istinto di protezione.
Infine, gli esperti dell’Associazione per la Protezione Ambientale di Kastoria hanno sottolineato come il branco stia letteralmente “educando” il cucciolo, trasmettendogli le abitudini e i rituali tipici dei lupi selvatici.
Ci sono precedenti in natura?
Sorprendentemente, per questa specifica area della Grecia, non si tratta del primo caso. Lo stesso branco di lupi aveva già “accolto” un cucciolo nero l’anno precedente. Animale che, purtroppo, non è sopravvissuto a causa delle rigide temperature invernali.
Nel resto del mondo, i casi di adozione interspecifica – tra specie diverse – o l’accettazione di cani nei branchi avvengono raramente, ma non sono impossibili.
Spesso, questi episodi si evolvono nel fenomeno dell’ibridazione, ovvero l’accoppiamento tra cani randagi e lupi. Un tema che monitorano attentamente anche i biologi in Italia per preservare la purezza genetica del lupo selvatico.
Gli scienziati, in ogni caso, escluderebbero che in questo caso specifico si possa arrivare a un accoppiamento futuro o alla nascita di ibridi. Scatta la rigidissima gerarchia riproduttiva del branco, in cui solo la coppia “Alfa” si riproduce.
Gli esperti prevedono che, una volta raggiunta la maturità biologica, il cane seguirà i suoi istinti naturali, lascerà il branco e cercherà la compagnia di altri cani domestici.
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