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Carburanti, la stangata d’estate colpisce gli italiani

Sette giorni consecutivi di rialzi dopo il ripristino delle accise. Feoli e Codacons lanciano l'allarme

di Redazione -


La crisi nel Golfo continua a far sentire i suoi effetti sulla rete carburanti italiana. Dopo il balzo delle quotazioni di mercoledì, questa mattina i prezzi alla pompa hanno ripreso a salire, nonostante il parziale rientro dei mercati internazionali, troppo debole per compensare l’impennata precedente.

Secondo Staffetta Quotidiana, dal 4 luglio, giorno del ripristino delle accise, i listini non hanno conosciuto tregua, con sette giorni consecutivi di rialzi. Oggi il prezzo medio self sulla rete stradale nazionale è salito a 1,869 €/l per la benzina, 1,968 €/l per il gasolio, mentre in autostrada il diesel ha già superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Le compagnie hanno ritoccato i prezzi consigliati: +2 centesimi per Eni e Q8, aumenti più marcati per IP e Tamoil.

L’impatto sociale: famiglie e imprese schiacciate dai rincari

La dinamica dei prezzi non è solo un indicatore economico, ma un fattore di pressione sociale che si abbatte su famiglie, lavoratori e imprese. A denunciarlo è Enrico Folgori, presidente di Feoli, che due giorni fa ha parlato di aumenti “insostenibili” e richiamato i dati Ocse: potere d’acquisto in calo dello 0,9% per effetto dei costi energetici e dell’inflazione sui salari reali. La Federazione europea operatori della logistica integrata ha avvertito che senza un intervento immediato del governo per reintrodurre il taglio delle accise, la stangata rischia di diventare strutturale, con ricadute sulla mobilità, sulla logistica e, a cascata, sui prezzi dei beni essenziali.

Il Codacons: “Rialzi nel momento peggiore, spesa estiva a rischio”

A preoccupare è anche il contesto stagionale. Il Codacons ha sottolineato come l’ondata di aumenti arrivi proprio nel periodo in cui gli spostamenti degli italiani si intensificano per le vacanze estive. Con i consumi di carburante ai massimi, ogni centesimo in più alla pompa si traduce in una spesa aggiuntiva che pesa sui bilanci familiari già provati. L’associazione ha parlato di una “stangata estiva” che rischia di colpire soprattutto le fasce più vulnerabili, costrette a rivedere viaggi, spostamenti e perfino la qualità della vita quotidiana.

Una crisi che va oltre la pompa: il rischio di nuove disuguaglianze

La spirale dei rincari sta ridisegnando le abitudini degli italiani, con meno mobilità, più rinunce, consumi compressi. Se la tendenza dovesse proseguire, il Paese potrebbe trovarsi di fronte a una nuova frattura sociale tra chi può assorbire gli aumenti e chi ne resta schiacciato. La questione è anche un banco di prova per la capacità del governo di intervenire prima che la stangata diventi irreversibile.


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