Intervista a Rosangela Cesareo, sul futuro del dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini nell’era dell’Ia
“L’IA cambierà il modo di costruire relazioni, ma non sostituirà il valore umano”
Dottoressa Cesareo, l’Intelligenza artificiale sta trasformando ogni settore. Come stanno cambiando le relazioni istituzionali?
Le relazioni istituzionali stanno vivendo una trasformazione profonda. Fino a pochi anni fa il lavoro era basato soprattutto sull’analisi manuale dei processi normativi, sul networking e sulla capacità di interpretare il contesto politico. Oggi l’Intelligenza artificiale introduce strumenti in grado di elaborare enormi quantità di dati, monitorare scenari normativi in tempo reale e prevedere trend politici ed economici.
Questo significa maggiore velocità decisionale, ma anche una nuova responsabilità: saper governare la tecnologia senza perdere la dimensione umana del rapporto con le istituzioni.
In concreto, come l’IA può supportare il lavoro di chi si occupa di public affairs e relazioni istituzionali?
L’IA può essere un alleato straordinario. Pensiamo, ad esempio, al monitoraggio legislativo automatico, all’analisi del sentiment pubblico sui social, oppure alla capacità di sintetizzare documenti complessi in pochi secondi.
Può aiutare a costruire strategie più efficaci, migliorare la comunicazione con gli stakeholder e rendere più trasparenti i processi decisionali. Tuttavia, nessun algoritmo potrà sostituire competenze fondamentali come mediazione, ascolto, negoziazione e costruzione della fiducia.
Le relazioni istituzionali restano prima di tutto relazioni tra persone.
Esiste il rischio che l’automazione renda più freddo il rapporto tra cittadini e istituzioni?
Sì, il rischio esiste. Se la tecnologia viene utilizzata solo per velocizzare i processi senza attenzione all’inclusione e alla qualità del dialogo, si può creare distanza.
Per questo credo che l’IA debba essere accompagnata da una forte cultura etica e da competenze umanistiche. Le istituzioni devono utilizzare questi strumenti per avvicinarsi ai cittadini, non per sostituire il confronto umano.
La vera sfida sarà costruire una pubblica amministrazione più efficiente ma anche più empatica.
Quanto conta oggi la comunicazione digitale nel rapporto con le istituzioni?
Conta moltissimo. Oggi il consenso e la credibilità passano anche attraverso la capacità di comunicare in modo chiaro, tempestivo e trasparente.
La comunicazione istituzionale non può più essere unidirezionale. I cittadini chiedono interazione, accessibilità e immediatezza. Le piattaforme digitali e gli strumenti di IA stanno modificando il linguaggio della politica, delle imprese e delle istituzioni.
Chi lavora nelle relazioni istituzionali deve quindi possedere competenze multidisciplinari: normative, comunicative, digitali e strategiche.
L’Europa sta investendo molto sulla regolamentazione dell’IA. È la strada giusta?
Assolutamente sì. L’Europa sta cercando di costruire un modello di innovazione basato sui diritti, sulla sicurezza e sulla tutela della persona.
La regolamentazione è necessaria perché l’Intelligenza artificiale non è neutrale: influenza economia, informazione, lavoro e democrazia. Servono regole chiare per garantire trasparenza negli algoritmi, protezione dei dati e corretto utilizzo delle tecnologie.
L’obiettivo deve essere uno sviluppo tecnologico sostenibile e centrato sull’essere umano.
Quali competenze dovranno avere i professionisti delle relazioni istituzionali nei prossimi anni?
Ci sarà bisogno di figure sempre più ibride. Non basterà conoscere la politica o la comunicazione tradizionale. Bisognerà comprendere il funzionamento delle piattaforme digitali, leggere i dati, utilizzare strumenti di IA e interpretare scenari complessi.
Ma accanto alle competenze tecnologiche crescerà il valore delle soft skills: capacità relazionale, pensiero critico, intelligenza emotiva e visione strategica.
Perché nel mondo dell’IA, il vero elemento distintivo resterà la capacità umana di creare fiducia.
Un ultimo messaggio ai giovani che vogliono avvicinarsi a questo settore?
Studiare, aggiornarsi continuamente e non avere paura del cambiamento. L’Intelligenza artificiale non deve essere vista come una minaccia, ma come uno strumento da comprendere e governare.
Le nuove generazioni avranno il compito di costruire un equilibrio tra innovazione tecnologica e valori democratici. E proprio nelle relazioni istituzionali ci sarà sempre più bisogno di professionisti capaci di connettere persone, istituzioni e innovazione.
Rosangela Cesareo si occupa di comunicazione strategica e relazioni istituzionali, con esperienza in ambito pubblico e digitale.
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