Il piano dei Socialisti d’America pronti a cambiare il sistema
Il DSA vuole istituire una Repubblica Democratica azzerando Senato, Presidenza e Corte Suprema
I Democratic Socialists of America hanno pubblicato una piattaforma aggiornata che auspica una radicale riforma del sistema politico tramite l’eliminazione del Senato degli Stati Uniti e lo scioglimento dell’agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane ICE.
Tali iniziative sono sostenute dall’organizzazione pubblicamente già dal 2018.
Il programma politico propone di sostituire il Presidente e la Corte Suprema con un potere esecutivo e giudiziario scelti dal Congresso e ad esso subordinati. I cambiamenti auspicati limiterebbero la concentrazione di potere a Washington e creerebbero un sistema molto più democratico.
Il DSA ha annunciato di aver superato i 120.000 iscritti e che i suoi candidati hanno ottenuto importanti vittorie alle primarie; afferma anche di voler sfruttare questa ondata positiva per esercitare una maggiore influenza sui dibattiti nazionali e che qualsiasi rappresentante voglia far parte del gruppo politico deve sostenere il programma aggiornato sulla piattaforma.
Il manifesto si apre con avvertimenti sulle zone attualmente interessate dalla guerra in Medio Oriente, segnalazioni sulla proliferazione di campi di detenzione, indicazioni sull’aumento delle temperature atmosferiche e sull’impennata dei prezzi dei beni di prima necessità.
Vi si legge inoltre che i lavoratori vengono messi gli uni contro gli altri e sostituiti dall’intelligenza artificiale, lasciati alla disperazione mentre il capitalismo si avvia verso un autoritarismo di destra. I principali partiti preferiscono servire i miliardari e i profittatori di guerra.
Mike Johnson: “L’America deve svegliarsi”
Il presidente della Camera Mike Johnson ha lanciato l’allarme su quella che ha definito una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti: la piattaforma DSA.
“L’America deve svegliarsi” ha dichiarato. “Non si tratta di un gioco. Questo non è il partito democratico dei nostri padri; non stiamo discutendo di aliquote fiscali nominali, stiamo cercando di capire se la libertà sopravvivrà. Siamo impegnati in una guerra filosofica per salvare la più grande nazione della storia del mondo”.
I democratici moderati hanno cercato di prendere le distanze dai DSA.
Alcuni di loro, temendo che i socialisti possano influenzare in maniera negativa gli elettori contro i candidati democratici, hanno chiesto ai DSA di fondare un proprio partito politico autonomo.
“Lo dico senza rancore né animosità: se odiate il partito democratico per favore non candidatevi alle nostre primarie”, ha scritto sui social media Jaime Harrison, ex presidente del Comitato Nazionale Democratico. “Concentratevi sulla costruzione del partito che effettivamente volete sostenere”.
Il muro del Senato secondo i Democratic Socialists
Michaela Brangan, esponente dei Democratic Socialists of America, ritiene che il Senato è un’istituzione ormai vetusta, nata oltre 200 anni fa per un mondo che oggi non esiste più.
Secondo l’attivista, il meccanismo dei finanziamenti elettorali ha sottomesso i senatori alle grandi lobby e ai donatori miliardari, spingendoli a ignorare i veri bisogni dei propri elettori per difendere solo i privilegi di pochi.
Il risultato è un organismo che non funziona e che agisce come un muro, bloccando sistematicamente ogni riforma a favore della classe lavoratrice. Per questo, la proposta del movimento è radicale: il Senato non va semplicemente riformato, va eliminato apportando contemporaneamente un ampliamento della Camera dei Rappresentanti.
Durante il webinar di presentazione della piattaforma politica “Workers Deserve More”, Frances Gill, membro del Comitato Politico Nazionale del DSA di Los Angeles, ha difeso con forza le riforme strutturali proposte dal movimento. Gill ha spiegato che, sebbene le idee del DSA, come l’abolizione del Senato o dell’ICE, possano sembrare estreme sulla carta, in realtà “fanno impazzire le persone in senso positivo, perché rispecchiano fortemente i bisogni reali della gente comune. Per questo motivo spaventano profondamente sia il Partito Democratico che quello Repubblicano”.
I Democratic Socialists of America e la Repubblica Socialista
I Democratic Socialists of America propongono di abolire la presidenza e la Corte Suprema, sostituendole con organi scelti dal Congresso e subordinati a esso. L’obiettivo è cancellare il potere decisionale unilaterale e impedire a futuri presidenti di trascinare da soli il Paese in guerre inutili.
Il programma inoltre prevede il raggiungimento di una serie di obiettivi politici quali imporre tasse patrimoniali ai cittadini e alle aziende più ricche, cancellare i debiti studenteschi, istituire una settimana lavorativa di 32 ore, concedere un’amnistia generale agli immigrati clandestini e sviluppare un sistema sanitario universale, garantire l’assistenza all’infanzia e lottare per i diritti delle persone transgender.
La sezione “Femminismo per tutti” promuove la liberazione Queer, l’autonomia corporea contro ogni violenza o discriminazione e il libero accesso ad aborto e transizione.
Per quanto riguarda la politica estera, invece, il programma esige il cessate il fuoco permanente a Gaza e lo stop agli aiuti USA per Israele.
L’obiettivo finale resta radicale: unire la classe operaia per riscrivere la Costituzione e costruire dalle fondamenta una vera Repubblica Socialista Democratica.
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