Thiago Motta, la “variante” Malagò-Maldini
Nelle ore frenetiche che segnano il destino a 24 ore della Figc, il nome di Thiago Motta è balzato in cima alla lista dei candidati per la panchina della Nazionale
Panchina Italia: prende quota nelle indiscrezioni la “Variante Thiago Motta”. Ma la critica è già pronta al fuoco incrociato. Ecco come tutti si divertirebbero a impallinarlo.
Variante Thiago?
Nelle ore frenetiche che segnano il destino a 24 ore della Figc, il nome di Thiago Motta è balzato in cima alla lista dei candidati per la panchina della Nazionale.
Prima lo stop improvviso alla trattativa con Andrea Pirlo, travolto dalle polemiche per la partnership commerciale con un marchio di scommesse russo.
La dirigenza federale con il presidente Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo potrebbe ritrovare unità convergendo sul profilo dell’ex tecnico bianconero.
L’ultima puntata della Federazione su un profilo “giovane, moderno e futuribile” ideale per ripartire.
Tuttavia, l’eventuale ufficializzazione del tecnico italo-brasiliano scatenerebbe fin dal primo giorno un acceso dibattito su quattro fronti strategici.
Il fantasma dell’esonero alla Juventus
Il primo argomento d’attacco per i detrattori sarà il recente e turbolento passato alla guida della Juventus, conclusosi con l’esonero nel marzo 2025.
La sua ultima esperienza in un grande club naufragata prima del termine della stagione. E incrinata dalle sconfitte contro Atalanta e Fiorentina e da forti tensioni dirigenziali.
Un tema per sollevare dubbi sulla sua tenuta psicologica e sulla capacità di gestire la pressione nei momenti di massima tensione mediatica.
Lo scontro tattico: “allenatore di sistema” contro la gestione da selezionatore
Thiago Motta è riconosciuto come un allenatore dogmatico, abituato a un lavoro quotidiano, ripetitivo e codificato – come mostrato nei suoi anni al Bologna – per oliare ingranaggi tattici complessi.
La critica sarà pronta ad accusarlo di essere inadatto ai ritmi contratti di una Selezione Nazionale.
Nelle rappresentative nazionali i raduni durano pochi giorni e la storia recente insegna che i selezionatori vincenti prediligono la semplificazione tattica e la gestione del gruppo rispetto all’imposizione di un sistema rigido.
Il ritorno del dibattito sull’Oriundo e il precedente della “Maglia Numero 10”
Nonostante abbia vestito la maglia azzurra sul campo contribuendo al raggiungimento della finale a Euro 2012, le sue origini brasiliane e la sua storia personale riaccenderanno il dibattito sull’opportunità di affidare la Nazionale a un ct oriundo.
A questo si aggiunge un ricordo ancora vivo nella memoria collettiva. Ancora molti ricordano le polemiche di Euro 2016, quando la scelta di affidargli la storica maglia numero 10 scatenò tutti.
Si accese una durissima contestazione mediatica per la presunta mancanza della fantasia e del dinamismo tipici dei grandi trequartisti della tradizione italiana.
Il carattere spigoloso e il rapporto complesso con i media
Thiago Motta non ha mai fatto mistero di non amare i palcoscenici televisivi e le dinamiche dei media. Il suo stile comunicativo essenziale, laconico, a tratti freddo e privo di concessioni al colore.
Sulla panchina della Nazionale, dove ogni singola dichiarazione viene analizzata nei minimi dettagli, questa riservatezza rischia di essere interpretata come presunzione o distanza dall’ambiente. E lo esporrebbe a facili tensioni con l’opinione pubblica.
Leggi tutte le news di Sport
Torna alle notizie in home