L’assurda protesta dei belgi a Marcinelle fa litigare Meloni e Cgil
Due esponenti del sindacato belga si girano di spalla: "Protesta antifascista" ma si commemoravano 262 lavoratori italiani morti in una miniera
Due persone presenti alla cerimonia di commemorazione per la tragedia di Marcinelle dell'8 agosto del 1956, si girano durante l'intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa, 8 agosto 2026 ANSA
Pur di far dispetto alla Meloni il sindacato belga “amico” della Cgil volta le spalle durante la cerimonia di commemorazione dei morti di Marcinelle. E, naturalmente, esplode la bagarre. Non solo politica. È un caos. E non potrebbe essere altrimenti. Ci sono cose, come la pietà verso i morti, che andrebbero tenute fuori dal dibattito politico. Specialmente se si tratta di lavoratori uccisi in una strage sanguinosa, simbolo dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in Europa (non chissà dove) nella Seconda metà del Novecento.
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Cgil e Meloni litigano su Marcinelle per il sindacato belga
È successo che durante la cerimonia per i 70 anni dalla strage, due tizi iscritti a un sindacato belga si siano alzati e abbiano girato le spalle durante l’intervento del presidente del Senato italiano Ignazio La Russa. Sui fazzoletti (rossi) al collo c’era la scritta Fgtb-Cgil. Gli esponenti del sindacato italiano non hanno inscenato nessuna protesta, a differenza dei due colleghi belghi. Che, poi, hanno motivato all’Ansa il loro comportamento come atto di resistenza antifascista contro lo stesso La Russa. Peccato, però, che non fosse un comizio politico ma la cerimonia del 70esimo anniversario di una delle stragi più significative sul lavoro in Europa. E, soprattutto, che stesse leggendo il messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella.
La rabbia di Meloni
La premier Giorgia Meloni non ha fatto distinzioni e ha tirato in ballo anche la Cgil deplorando un atteggiamento, quello tenuto dai belgi durante la commemorazione per i morti di Marcinelle, che non ha esitato a definire “vergognoso”. “Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso. Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. L’accusa è pensate: “Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un’organizzazione che ha tra le proprie ragioni d’essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori”.
La difesa di Landini
A stretto giro è arrivata la (dura) replica di Landini. La Cgil non c’entra con la contestazione a Marcinelle, ha detto, replicando con altrettanta durezza a Meloni. “Stanno costruendo una notizia sul nulla, su delle bugie pure. La delegazione della Cgil che era molto folta e che era seduta proprio dietro le prime file non si è girata da nessuna parte, anche perché forse non lo sanno ma la Cgil non si gira mai dall’altra parte e guarda sempre le cose per quello che sono e per quello che fanno”.
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