“Tra due anni fai il presidente”: il kingmaker Lavitola e Ranucci a Chigi
La "promessa" nelle chat finite nell'inchiesta sull'attentato. Tavares: "Vorrei tornare in Italia ma non posso..."
Il giornalista Sigfrido Ranucci conosceva Gomes Clesio Tavares, factotum di Valter Lavitola e ricercato per l'attentato, almeno dal 2022. E' quanto emerge dalle carte dell'indagine della Dda di piazzale Clodio. Agli atti c'è anche una foto che ritrae i tre nel 2022. Inoltre vengono citate delle intercettazioni in cui il giornalista, nell'ottobre del 2024, scrive a Lavitola spiegando di trovarsi "in difficoltà su tutto" ma che "sarebbe andato avanti". E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: "mi dovresti prestare Gomes" suscitando l'ilarità di Lavitola". ANSA/ATTI DELLE INDAGINI +++USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++ +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++
“Tra due anni fai il presidente”, Valter Lavitola era sicuro di aver puntato sul “cavallo” vincente e cioè Sigfrido Ranucci. Dalle intercettazioni, come si legge nelle chat trascritte nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ieri è stata notificata all’imprenditore, si leggono le velleità politiche e le ambizioni dei due. Che, come ha debitamente sottolineato in più passaggi il gip, non erano in accordo tra loro. Ranucci non aveva idea delle macchinazioni, o presunte tali, di Lavitola né ha mai agito di concerto con lui.
Lavitola e il “presidente” Ranucci
“Se ti fanno fuori dalla Rai faresti bingo”, si legge nelle chat attribuite a Lavitola e Ranucci secondo cui un’eventuale uscita (forzata) da viale Mazzini gli sarebbe valsa un assist clamoroso: “Tra due anni fai il presidente”. Del consiglio dei ministri, va da sé. Magari alla testa di un esecutivo di campo largo. Il suo volto, quello del conduttore di Report, era l’unico in grado di mettere tutti d’accordo, dal Partito democratico al Movimento Cinque Stelle, passando per Avs. E di spingere i singoli leader, tutti, a fare un passo indietro. Un nuovo Prodi, in un certo senso.
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“Vorrei ma non posso” di Tavares
Lavitola studiava da kingmaker, Ranucci aveva una “profezia” da presidente. Intanto, il faccendiere camerunense Glesio Gomes Tavares vorrebbe pure tornare in Italia. Ma, dice, non può. “Avrei voluto tornare per spiegare la mia versione dei fatti però vorrei anche sapere per quale motivo devo emettere un arresto nei miei confronti”, ha spiegato al Tg1. E poi ha aggiunto: “Diventa complicato perché è la verità, te lo confesso, avevo previsto di tornare la settimana prossima però devo farmi delle domande prima – ha risposto Gomes dal Camerun -. Io non ho spostato niente, ho avuto delle trombosi. Ho insistito con il cardiologo mi ha detto che non posso viaggiare”.
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