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Politica

L’Italia dei ritorni al futuro

Mentre a New York si stringono i patti sulle materie prime, a Roma passa il DDL sul nuovo nucleare. Un doppio colpo di pragmatismo per rimettere in sesto il nostro sistema produttivo

di Anna Tortora -


Si snoda un filo invisibile, ma chiarissimo, tra le sale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York e gli scranni di Palazzo Madama. Un percorso fatto di pragmatismo, visione industriale e una parola rimasta a lungo impronunciabile: autonomia. L’Italia di oggi prova a scuotersi di dosso la polvere della dipendenza estera attraverso due mosse tattiche destinate a pesare enormemente sull’economia del prossimo decennio.

Il memorandum sui minerali critici tra Tajani e Rubio

Da una parte spicca la firma a New York tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il Memorandum d’intesa sui minerali critici supera la semplice burocrazia diplomatica, prendendo atto di una realtà brutale: gli smartphone, le batterie e la tecnologia quotidiana dipendono da materie prime oggi ostaggio delle crisi geopolitiche globali e di monopoli aggressivi. Attraverso il tavolo tecnico congiunto Italia-USA, l’Esecutivo punta a blindare le filiere industriali, facendo leva su scambio di know-how, attrazione di capitali e sull’eccellenza tricolore nel settore del riciclo. Questa scelta strategica eviterà alle nostre imprese il rischio di paralisi produttiva.

Il Parlamento apre la porta al nucleare sostenibile

Sul fronte interno, il Parlamento risponde con il via libera definitivo al DDL sul nucleare sostenibile. La vittoria sventolata da Forza Italia parla all’intero Paese produttivo, archiviando decenni di veti per spalancare la porta ai reattori di nuova generazione, ai moduli SMR e alla ricerca sulla fusione. L’obiettivo espresso dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dai vertici del partito appare lineare: costruire un mix energetico sicuro in grado di abbattere i costi delle bollette e garantire la sopravvivenza del tessuto manifatturiero nazionale.

La strada tracciata abbandona i dogmi ideologici per abbracciare una transizione pragmatica. Garantire materie prime ed energia a prezzi competitivi rappresenta l’unica via concreta per sostenere la crescita reale del Paese.

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