Ranucci accerchiato: in Rai business Report a rischio
Fazzolari: "Ha perso credibilità". Preoccupazione in Viale Mazzini per gli incassi di Rai Pubblicità
La sede Rai di viale Mazzini
Valter Lavitola resta in carcere, Ranucci sempre più assediato. E la Rai pensa sempre di più al rischio per il business di Report.
Lavitola resta in carcere
La Procura e il Gip di Roma hanno accolto con un secco scetticismo le ultime ammissioni rese dall’indagato durante l’interrogatorio nel carcere di Rebibbia. da piazzale Clodio le definisco “inverosimili”.
Lavitola ha pure tentato di derubricare l’attentato del 16 ottobre 2025 a un atto meramente “dimostrativo”, sostenendo che i suoi propositi originari prevedessero l’esplosione di soli quattro o cinque colpi di pistola contro un muro della villetta di Sigfrido Ranucci a Pomezia.
Ranucci accerchiato
Il programma avrebbe accreditato, partendo da una lettera anonima, presunti collegamenti tra il parlamentare e l’attentato, ipotesi che oggi appare smentita dalle stesse ammissioni di Lavitola.
E resta frontale lo scontro politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto esplicitamente a Ranucci di fare un passo indietro e prendersi una “pausa”. Sandro Ruotolo e Angelo Bonelli hanno replicato parlando di “ferocia politica” e sottolineando come non spetti a un esponente del governo decidere chi debba guidare un programma del servizio pubblico.
Le scelte Rai
In questo scenario di accerchiamento, la Rai è chiamata a scelte determinanti per il futuro di Report. Pesano le critiche sulla metamorfosi del programma, con il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari che parla di perdita di credibilità rispetto all’epoca di Milena Gabanelli e di un “inquisitore “finito preda delle proprie debolezze e opacità”.
Eppure, l’aspetto economico resta centrale: Report rappresenta oggi una “cassaforte” tutt’altro che vuota per Rai Pubblicità, che trae consistenti benefici dai post social della trasmissione, caratterizzati da toni scandalistici e “strillati” che garantiscono un ritorno economico fondamentale.
La sfida
Sigfrido Ranucci ha già alzato la posta, ipotizzando richieste di risarcimento milionarie in caso di chiusura (“Mi caccino”), mentre l’azienda ha già sospeso cautelativamente le repliche estive per “tutelare un patrimonio di grande valore”. In attesa che si faccia piena luce su una vicenda che continua a mescolare in un unico intreccio cronaca nera, attacchi politici e bilanci aziendali.
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