Il cibo non è la voce che pesa di più nel bilancio familiare. Per gli italiani, il 70% delle uscite mensili è rappresentato da spese obbligate
Quando facciamo la spesa al supermercato, abbiamo spesso la sensazione che il costo di cibo e bevande prosciughi il nostro stipendio. Ma quanto incide davvero il carrello sulle spese di tutti i giorni? I dati emersi al Forum del Largo Consumo offrono un quadro per i consumatori.
Il peso della spesa al supermercato e delle bollette
Contrariamente a quanto si pensa, il cibo non è la voce che pesa di più nel bilancio familiare. Per gli italiani, il 70% delle uscite mensili è rappresentato da spese obbligate.
La quota più consistente è assorbita da casa e utenze, che da sole divorano il 36% delle entrate. Cibo e bevande si attestano invece al 19% del budget, seguiti dai trasporti (11%) e dalla salute (4%).
Il carrello alimentare ha dunque un peso rilevante, ma è l’impatto complessivo dei costi fissi della vita a mettere sotto pressione il potere d’acquisto.
Inflazione: in Italia rincari minori rispetto all’Europa
Un altro elemento fondamentale riguarda l’andamento dei prezzi. Tra il 2019 e il 2025, il costo del carrello della spesa in Italia è aumentato del 26,5%. Un rincaro significativo, ma inferiore alla media dell’Eurozona, dove gli aumenti hanno raggiunto il 30,5%.
Anche per gli alimentari lavorati (+26,6% contro +31,3%) e per i prodotti per la casa e la persona (+13,1% contro +17,6%), i prezzi italiani sono cresciuti meno rispetto al resto d’Europa.
Un settore chiave per l’economia quotidiana
Dati che mostrano come la filiera del largo consumo — che genera 600 miliardi di euro di giro d’affari e quasi il 10% del Pil nazionale — sia centrale nella vita quotidiana delle famiglie.