L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

La Triplice Impresa di Luigi Lovaglio: Mps alla guerra

Sì dal Cda all’offensiva su Banca Generali e Banco Bpm col piano di remunerazione per convincere i soci a non cedere a Intesa

di Cristiana Flaminio -


A Luigi Lovaglio non sono giunte, ieri, solo le lodi del governatore della Basilicata, Vito Bardi, che lo celebra come l’orgoglio lucano nel mondo (o, almeno, in Italia). L’amministratore delegato di Monte dei Paschi ha convinto, dopo un consiglio d’amministrazione che definire fiume (e complesso…) è ancora poco, il board della banca ad avviarsi nella duplice, anzi triplice, impresa. Lanciare un doppio assalto, a Banca Generali e contestualmente pure a Banco Bpm. E, intanto, avviare un programma di remunerazione importante, per tutta la mattinata s’è addirittura ipotizzato che potesse essere “super”, per gli azionisti.

Luigi Lovaglio e la triplice impresa

A Luigi Lovaglio, ieri, ha arriso (di nuovo) la maggioranza in consiglio d’amministrazione. La minoranza s’è astenuta e Corrado Passera ha votato a favore della sua proposta. Si sta giocando tutto e lo sa. Del resto, l’ad senese s’è riconfermato tale con un’operazione che, se possibile, poteva essere considerata (alla vigilia) ben più rischiosa e complessa di quella che s’accinge a portare a termine. Vuol fare di Monte dei Paschi di Siena il terzo polo bancario italiano. Rifiuta, in pratica, l’offerta sostanziosa di Intesa Sanpaolo (roba da 30,6 miliardi di euro) per andare avanti.

LEGGI TUTTE LE NEWS SUL RISIKO BANCARIO

Bpm e Banca Generali

E farlo inglobando Banco Bpm, l’altro grande oggetto del desiderio del risiko bancario che pure aveva sostenuto la ricandidatura da outsider del banchiere lucano risultando decisiva. Non saranno più voci né ipotesi: per la Consob si tratterà, molto probabilmente, di scendere in campo. Uno sposalizio tra Rocca Salimbeni e Piazza Meda non s’ha da fare. Ma stiano pur tranquilli, all’autorità di vigilanza in Borsa. Il ruolo del Don Rodrigo, per fortuna loro (e della politica italiana) toccherà a Crédit Agricole.

Il gambler e l’azzardo (lucido)

A Luigi Lovaglio, sempre più analisti iniziano a dare del gambler. È un termine nemmeno troppo tecnico, si traduce letteralmente in italiano come “scommettitore”, meglio ancora “giocatore”. Il sottotesto sarebbe l’azzardo. È tipo da alzare la posta e andare a vedere, al tavolo del risiko. Lui è pronto a mettere sul banco, per la conquista della doratissima Banca Generali (valutata quasi otto miliardi di euro, capace di produrre nel primo semestre di quest’anno utili per 288 milioni di euro con un aumento che sfiora il 40%), una caterva di fiches. Anzi, di azioni Mps mentre le quote che Rocca Salimbeni ha in Generali rimarrebbero fuori dall’operazione, dicono i bene informati. Sarebbe uno scambio che porterebbe la casa madre del Leone al 10% della stessa Monte Paschi.
A Luigi Lovaglio non sfuggono le richieste degli azionisti né gli umori del mercato. A Milano, sia Banca Generali che Banco Bpm hanno goduto di una giornata a dir poco tonica. Le loro azioni sono rispettivamente aumentate dell’1,56e dell’1,02 per cento. Appena è giunto l’ok alla doppia manovra, il titolo di Mps ha perso lo 0,42% dopo aver veleggiato per tutta la giornata in territorio positivo. Perdite, tutto sommato, contenute. Anche perché c’era il super-mega-piano di remunerazione per i soci. Anche questo, dicono, potrebbe avvenire in azioni. Magari di nuova emissione. Mps viaggia verso la triplice (e difficilissima) impresa di sfuggire alle grinfie di Carlo Magno Messina e dell’esercito di Intesa.


Torna alle notizie in home