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Il caso Solomon e il coro che divide gli stadi inglesi

Tensione negli stadi inglesi dopo il coro contro la Palestina rivolto a Manor Solomon

di Marzio Amoroso -

@ANSAfoto


Il caso Manor Solomon è esploso per un coro diventato simbolo di tensione politica negli stadi inglesi. Il canto incriminato, rivolto al giocatore israeliano “Manor Solomon’s on my mind and he hates Palestine” (“Manor Solomon è nei miei pensieri e odia la Palestina”) ha scatenato le polemiche in tutta l’Inghilterra.

Questa frase è stata intonata dai tifosi da una parte della tifoseria del West Ham nella gara contro il contro il Burnley, trasformando un semplice coro da curva in un elemento di scontro legato alla Palestina e al conflitto in Medio Oriente. Il contenuto diretto ed ostile e chiaramente politico. La sua diffusione ha creato un caso che ha coinvolto club, istituzioni sportive e opinione pubblica.

Come nasce il coro e perché è diventato un caso nazionale

Il coro anti‑Palestina nasce nel periodo di Solomon al Leeds United, durante la stagione 2024‑25. Inizialmente appare in alcune partite di Championship, poi si ripete più volte fino a diventare un marchio del tifo più acceso. Quando Solomon passa al West Ham, il coro riemerge immediatamente. In alcuni settori ospiti compaiono anche bandiere israeliane, aumentando la percezione di una curva politicizzata. Il calcio inglese vive già da anni un clima teso sul tema delle bandiere politiche. La Premier League e la EFL scoraggiano ogni materiale che possa alimentare divisioni. Il caso Solomon si inserisce in questo contesto e lo amplifica.

La risposta dei club, condanna totale e minaccia di sanzioni

Sia il Leeds sia il West Ham hanno condannato il coro anti‑Palestina. Le società lo definiscono offensivo, divisivo e contrario ai valori del club. Il West Ham avverte i tifosi, chi lo ripeterà rischia il bando dallo stadio. Gli stadi non devono diventare un megafono politico, soprattutto quando il tema riguarda un conflitto attuale e delicato come quello tra Israele e Palestina. La gestione dell’ordine pubblico è diventata prioritaria. Ogni episodio viene monitorato per evitare escalation.

L’Italia e Solomon, polemiche politiche, ma nessun coro simile

Anche l’arrivo in Italia Solomon aveva generato discussioni, soprattutto dopo la firma con la Fiorentina. Alcuni amministratori locali hanno criticato le sue posizioni sulla guerra a Gaza. Le polemiche sono state forti, ma non hanno mai prodotto un coro anti‑Palestina negli stadi italiani. Le contestazioni restano mediatiche e politiche, non legate al tifo organizzato. Le partite della Fiorentina con Solomon in campo sono state monitorate, ma senza episodi paragonabili a quelli inglesi.

Un calcio che riflette le tensioni globali

Il caso Solomon mostra quanto il calcio sia ormai intrecciato con la geopolitica. Gli stadi inglesi sono diventati luoghi dove identità e conflitti si manifestano con forza. Il coro anti‑Palestina è solo l’ultimo segnale di una curva che non si limita più al tifo sportivo. La sfida dei club è fermare questa deriva e riportare il calcio al suo linguaggio originario.

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