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Cronaca

Gasolio di contrabbando dalla Slovenia: il sistema che aggira accise e IVA

di Marzio Amoroso -


Il gasolio di contrabbando dalla Slovenia è diventato uno dei fenomeni più insidiosi nel settore dei prodotti energetici. Il meccanismo sfrutta la libera circolazione delle merci e la vicinanza tra l’Est Europa e il Friuli-Venezia Giulia, porta d’ingresso del traffico. Il gasolio entra in Italia con documenti regolari, ma viene dichiarato come olio lubrificante o come liquido tecnico non soggetto alle stesse imposte. Questa classificazione permette di evitare le accise e l’IVA previste per il carburante destinato ai veicoli. Il prodotto viaggia in cisterne perfettamente in regola, con bolle di accompagnamento che indicano un carico diverso dal reale.

Il passaggio dal confine ai depositi italiani

Le verifiche effettuate lungo le principali arterie del Friuli-Venezia Giulia hanno intercettato più autocisterne provenienti dall’Est Europa. Le analisi tecniche hanno dimostrato che il contenuto non era olio lubrificante, ma gasolio per autotrazione pronto per essere immesso sul mercato italiano.

Il prodotto viene poi trasferito verso depositi del Centro Italia, dove viene stoccato e redistribuito. La rete di operatori coinvolti permette al prodotto di raggiungere distributori compiacenti, spesso con prezzi ribassati grazie all’evasione fiscale. Il risultato è un flusso costante di carburante irregolare che entra nella filiera italiana senza pagare le imposte dovute.

Danni economici e struttura della frode

Le indagini hanno ricostruito un consumo in frode di oltre un milione di litri di gasolio. Il mancato versamento di accise e IVA genera un danno economico rilevante, con cifre che raggiungono diversi milioni di euro.

Il sistema si basa su documentazione irregolare e società create per gestire il flusso di fatture. Queste strutture servono a nascondere i reali beneficiari del traffico e a rendere più complessa la ricostruzione dei movimenti del prodotto. Gli indagati rispondono di contrabbando di prodotti energetici e di sottrazione all’accertamento dell’accisa, reati che comportano misure cautelari e sequestri preventivi.

Impatto sul mercato e rischi per gli automobilisti

Il traffico di gasolio di contrabbando altera la concorrenza nel settore dei carburanti. Chi opera legalmente subisce una concorrenza sleale da parte di chi vende prodotto irregolare a prezzi più bassi. Esiste anche un rischio tecnico. Il gasolio non conforme o miscelato in modo scorretto può provocare danni a pompe, iniettori e sistemi di alimentazione. Un prezzo troppo conveniente può nascondere un prodotto che non rispetta gli standard richiesti per l’autotrazione.

La lotta al gasolio di contrabbando dalla Slovenia è quindi una questione di legalità, sicurezza e tutela del mercato. Ogni autocisterna irregolare rappresenta un colpo alle entrate pubbliche e un pericolo per chi si affida a carburanti non controllati.

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