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Esteri

L’addio a Dolly Parton diventa lutto nazionale

di Cinzia Rolli -


DALLA NOSTRA INVIATA

La leggenda del country, Dolly Parton, si è spenta al Vanderbilt-Ingram Cancer Center di Nashville dopo una breve ma riservatissima battaglia contro il cancro all’età di 80 anni.

Nelle ore immediatamente successive all’annuncio dato dalla famiglia e dal suo storico team, gli Stati Uniti hanno risposto con omaggi di grande impatto emotivo. Per onorare la cantante, l’Empire State Building a New York City si è illuminato con un display di luci rosa a partire dalle ore 9:25 p.m.

L’orario (le 9:25 PM americane) è stato scelto per ricalcare il titolo del suo storico inno operaio e cinematografico “9 to 5”.

La decisione della Casa Bianca

Inoltre la Casa Bianca ha disposto le bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici del Paese per una settimana. Questo tributo eccezionale, riservato di solito ai capi di Stato, sottolinea quanto l’artista fosse entrata nel cuore dell’America. Nonostante la morte, il suo successo e la sua attività proseguiranno con una serie di iniziative programmate da tempo.

A Nashville, a metà settembre, aprirà ufficialmente il The SongTeller Hotel, una lussuosa struttura da 245 camere concepita interamente dalla star come un’estensione fisica della sua arte e un museo abitabile in ricordo della sua intera carriera.

Collegato all’albergo prenderà vita un avveniristico spazio espositivo multimediale destinato a raccogliere i suoi iconici abiti di strass, filmati d’archivio rimasti inediti per decenni e i preziosi manoscritti autografi originali di capolavori immortali come “Jolene” e “I Will Always Love You”.

Il successo mondiale

Contemporaneamente, l’inverno vedrà il debutto a Broadway del tanto atteso spettacolo teatrale “DOLLY: A True Original Musical”, le cui prove erano già state pianificate ed avviate sotto la sua personale e ferrea supervisione artistica. A certificare un successo commerciale infinito che non ha mai smesso di produrre record, il 19 agosto 2026, sei giorni prima della sua scomparsa, la cantante era stata insignita di ben 82 nuove certificazioni di vendita globali distribuite in 14 Paesi differenti.

Ma il vero sigillo che testimonia la sua immortalità è custodito a Dollywood, il suo parco a tema nel Tennessee. Lì dentro si trova una capsula del tempo in legno di castagno che contiene una canzone segreta inedita, registrata in totale isolamento. Per sua espressa  volontà testamentaria, la capsula non potrà essere sfiorata o aperta fino al 26 gennaio 2046, giorno del suo centesimo compleanno.

Dolly Parton aveva origini modeste. È cresciuta infatti un una baita con una sola camera da letto nelle Great Smoky Mountains a Locust Ridge, appena fuori Sevierville, Tennessee. Era la quarta di dodici figli e secondo i documenti storici ufficiali la piccola abitazione non disponeva di  elettricità né di acqua corrente. L’icona americana ha ricreato una replica esatta dello chalet nel suo parco a Dollywood a Pigeon  Forge – Tennessee in onore dei suoi fan.

La replica vanta tesori originali appartenenti alla famiglia e un cartello fuori dall’ abitazione recita: “ Queste montagne e la casa della mia infanzia hanno un posto speciale nel mio cuore, ispirano la mia musica e la mia vita; spero che stare qui faccia lo stesso per te. Dolly”.

Le apparizioni cancellate

La cantante ha condiviso il suo ultimo aggiornamento sulla salute a People affermando che stava affrontando alcuni gravi problemi di salute a cui semplicemente non aveva prestato attenzione durante il periodo in cui si occupava di suo marito Carl Dean, morto nel marzo del 2025 all’età di 82 anni.

Nonostante avesse cancellato una serie di apparizioni negli ultimi mesi, ha comunque partecipato alla cerimonia di inaugurazione del taglio del nastro Tennessee Travel Stop di Dolly fuori dal negozio di Cornersville, Tennessee il 24 giugno. L’ultimo segreto sulle volontà di Dolly Parton è stato svelato dal nipote e capo della sicurezza, Bryan Seaver, in un video sui canali ufficiali della star. L’artista ha chiesto espressamente di non essere deposta in una rigida bara, ma di riposare per l’eternità in un soffice letto di puro cotone. 

La cantante ha spiegato ai familiari che, dopo una vita passata a sostenere il peso di pesantissimi abiti di scena, parrucche e strass, meritava finalmente un posto comodo in cui riposarsi davvero. Il cotone celebra anche il legame mai reciso con le sue origini e con il padre agricoltore. Fino alla fine il suo corpo rifletterà questo eterno contrasto: indosserà un abito semplicissimo, ma ai piedi porterà i suoi immancabili ed iconici tacchi a spillo.

Le canzoni più conosciute

Da ricordare la storia della canzone famosa in tutto il mondo: “I Will Always Love You”. Non è infatti la classica ballata romantica che tutti immaginano, ma un inno di emancipazione professionale.

Dolly Parton compose il brano nel 1973 non per la fine di un amore, ma per congedarsi da Porter Wagoner, suo storico mentore, partner commerciale e conduttore televisivo. Dopo sette anni di sodalizio, Dolly sentiva il bisogno di intraprendere la carriera solista. Non riuscendo a spiegargli a parole la sua gratitudine senza litigare, decise di scrivergli questa canzone e di cantargliela direttamente in ufficio. Wagoner scoppiò in lacrime e accettò di lasciarla andare, definendolo il pezzo più bello mai sentito.

Il brano stregò anche Elvis Presley, che voleva inciderlo a tutti i costi. Il suo storico manager, il Colonnello Tom Parker, pretese però il 50% dei diritti d’autore. Nonostante le forti pressioni dell’intera industria musicale, Dolly mostrò un fiuto per gli affari senza precedenti: scoppiò in lacrime, ma blindò la propria creatura e disse di no al Re del Rock.

La storia diede completamente ragione a Dolly Parton quasi vent’anni dopo, nel 1992.

Kevin Costner suggerì il brano per la colonna sonora del film The Bodyguard e la traccia venne affidata a Whitney Houston. Con una memorabile interpretazione vocale, la Houston trasformò la ballata country in un fenomeno pop mondiale, vendendo oltre 40 milioni di copie e rendendolo il singolo femminile più venduto della storia della musica. Ironizzando sulla vicenda di Elvis, la stessa Dolly dichiarò in seguito che le sole royalty generate da Whitney le avrebbero permesso di comprare l’intera Graceland.

Ed ecco la magia di Dolly. Ci ha lasciati orfani nel 2026, ma ha fatto in modo che il mondo debba ancora aspettare il 2046 per poter ascoltare la sua ultima, definitiva e memorabile canzone.


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