I 5 Stelle finiscono folgorati sulla via per L’Avana
Ogni cittadino italiano che abbia una qualsiasi difficoltà mentre si trova all’estero deve poter contare sul pronto aiuto del governo. E questo è quello che avviene ogni qual volta un nostro connazionale ha un problema in un Paese straniero. È la regola, la normalità. Banalmente, la cosa giusta che uno Stato civile deve fare. Una prassi che si verifica regolarmente e che, proprio come ogni fatto convenzionale, non fa rumore perché non è un’eccezione ma la routine. La stessa per la quale le istituzioni italiane si sono subito attivate per Alessandro Di Battista il cui caso rientra tra i 57 per i quali nel solo 2026 il governo si è attivato. Senza pubblicizzarlo, perché fa parte della normalità.
Aiutare i connazionali in difficoltà all’estero è la normalità
Se il problema di salute nel quale è incorso a Cuba l’ex deputato del Movimento 5 Stelle e l’impegno italiano per prestargli tutta l’assistenza necessaria, eventualmente anche con un volo di Stato per riportarlo a casa, sono finiti per diventare una notizia è solamente per il profilo pubblico di Di Battista e per la vicinanza e la solidarietà che gli sono giunte da tutte le parti. Non certo perché destinatario di un trattamento di favore che semplicemente non c’è. Con buona pace dei soliti odiatori seriali e deficienti da tastiera abituati a vedere quello che non esiste e a scagliarsi contro chiunque a ogni occasione utile. Persone piccole ed evidentemente poco informate su come praticamente da sempre i governi italiani si attivano con ogni mezzo per aiutare i nostri connazionali alle prese con un problema al di fuori dei confini nazionali.
Di Battista e l’ipocrisia di chi ha cambiato idea
Che si tratti di turisti rapiti, di malcapitate vittime di disastri naturali, di giornalisti arrestati da regimi autoritari o di chi è colpito da problemi di salute. Il punto è che le dita di queste persone piccole e poco informate si agitano sui loro smartphone in particolare quando a beneficiare del sacrosanto aiuto dello Stato è qualcuno che qualcun altro riconduce a una vera o presunta casta. E piaccia o no queste dita sono state armate negli anni da chi ha inteso gonfiare con una narrazione distorta le prerogative della politica per utilizzarle come strumento di lotta e propaganda. Ovvero, da quello stesso Movimento 5 Stelle che oggi si scaglia – verrebbe quasi da dire giustamente se solo non suonasse ridicolo – contro chi denuncia l’inesistente trattamento di favore di cui starebbe godendo il loro ex esponente.
Come i 5 Stelle hanno cambiato pelle
Che, a dirla tutta, è stato uno dei protagonisti di questa battaglia tanto ipocrita quanto farlocca. Ma quelli che hanno cambiato idea – ed è giusto dirlo – sono loro. Non tutti gli altri che hanno sempre saputo distinguere i privilegi della politica dai doveri dello Stato. E che oggi auspicano ogni tipo di aiuto da parte delle nostre istituzioni per il cittadino italiano Di Battista ricoverato in gravi condizioni a Cuba. Sono i grillini (ormai ex) ad aver cambiato pelle. E adesso che a essere in difficoltà è un loro amico e non un avversario sono rimasti folgorati sulla via per L’Avana.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI POLITICA
Torna alle notizie in home