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Economia

Terremoto in Delfin, Del Vecchio sfida il cda: “Indagare su conflitti d’interesse e gestione”

di Lino Sasso -


Leonardo Maria Del Vecchio alza il tiro contro la gestione di Delfin. Nel mirino trasparenza, documenti negati, possibili conflitti di interesse e il dossier sulle quote dei fratelli Luca e Paola. Una lettera formale chiede ai Commissaires aux Comptes di fare luce sull’operato del board della holding. Lo scontro attorno alla gestione di Delfin entra quindi in una nuova fase. La missiva, come anticipato dal Sole 24 Ore, è dello scorso 29 agosto. E contiene una richiesta formale ai Commissaires aux Comptes della società, Fabio Scoyni e Lara Forte: avviare un’indagine su una serie di criticità che riguarderebbero la gestione del board. Un’iniziativa destinata ad aumentare la tensione attorno alla holding e che mette sul tavolo diversi dossier. Dalle richieste di trasparenza ai presunti conflitti di interesse di alcuni consiglieri, fino alla vicenda dell’acquisto delle partecipazioni dei fratelli Luca e Paola Del Vecchio.

La richiesta di un’indagine sulla gestione di Delfin

Il punto di partenza della lettera sarebbe proprio la richiesta di fare piena luce sulle modalità con cui è stata amministrata la holding. Leonardo Maria Del Vecchio lamenterebbe, in particolare, di non aver ottenuto nel corso del tempo una serie di documenti richiesti a Delfin. Una questione che viene ricondotta a un tema più generale di trasparenza nella gestione societaria. Il fondatore di Lmdv Capital avrebbe quindi chiesto ai Commissaires aux Comptes di approfondire le criticità indicate e verificare l’operato del board. Un passaggio che segna un ulteriore salto di livello. Perché le contestazioni non restano più confinate al confronto interno tra azionisti e amministratori, ma vengono formalizzate attraverso una richiesta rivolta agli organi di controllo.

Il nodo delle quote di Luca e Paola Del Vecchio

Tra i dossier sollevati c’è anche quello relativo al progetto di acquisto delle quote detenute da Luca e Paola Del Vecchio. Leonardo Maria Del Vecchio contesterebbe l’atteggiamento assunto dal board rispetto all’impegno per il successivo riacquisto delle azioni che lui avrebbe rilevato dai fratelli. La vicenda rappresenta uno dei passaggi più delicati, perché investe direttamente gli equilibri azionari della holding. Oltre che i rapporti tra gli eredi del fondatore di Luxottica. Proprio su questo fronte Del Vecchio jr. chiederebbe maggiore chiarezza sulle decisioni assunte e sulle posizioni tenute dagli amministratori.

I presunti conflitti di interesse nel board

Un altro capitolo riguarda i presunti conflitti di interesse di alcuni componenti del consiglio di amministrazione. Nella lettera si fa riferimento alla posizione di consiglieri coinvolti in controversie legali che interessano eredi e legatari della famiglia Del Vecchio. Tra i nomi citati figura quello del professor Mario Notari. La questione sollevata non riguarda soltanto l’esistenza delle controversie, ma l’eventuale compatibilità tra tali situazioni e il ruolo ricoperto all’interno della governance della holding. Criticità vengono evidenziate anche rispetto alla posizione di Romolo Bardin, per la sovrapposizione di incarichi tra Delfin e Cdv Holdings. Anche in questo caso Del Vecchio jr. chiede che venga verificata la situazione e che siano chiariti gli eventuali effetti sulla gestione societaria.

Il caso Brooks Brothers

Nella missiva compare infine un altro dossier potenzialmente sensibile: Brooks Brothers e l’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti. Leonardo Maria Del Vecchio sostiene che non sarebbe mai stato informato della vicenda. Un elemento che viene inserito nel quadro più ampio delle contestazioni sulla circolazione delle informazioni all’interno della holding e sul livello di conoscenza garantito agli azionisti rispetto alle questioni societarie più rilevanti.

La mossa di Leonardo Maria Del Vecchio apre così un nuovo fronte nella complessa partita attorno a Delfin e all’eredità societaria di Leonardo Del Vecchio. Adesso l’attenzione si sposta sui Commissaires aux Comptes e sulle eventuali iniziative che verranno assunte dopo la lettera. Un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo per capire se le contestazioni resteranno nell’ambito dello scontro interno alla holding oppure daranno vita a nuovi approfondimenti sulla governance di uno dei principali patrimoni finanziari italiani.


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