Argo, l’amico fedele che servirebbe al mondo
L’Odissea di Nolan su cui si è largamente diffusa la riflessione di tanta parte della intellettualità militante, continua a far discutere. E non solo per la assenza del “tasso di grecità” , cioè per estenuazione di spirito e filosofia che connota la intera costruzione della impresa , quanto per la risonanza che tuttora connota la metafora del “viaggio”.
Che definirebbe ogni vita, con le sue derive , tentazioni , artifici e speracolatezze. Odisseo, così chiama Ulisse il ferrrigno Tommaso Montanari , critico suggestivo e rabbioso di quel riflusso etico che connota la politica dei moderni . Che identifica in lui, l’eroe contemporaneo alle prese con le terribili domande di un mondo che sembra esondare verso il fallimento universale.
Un mondo che proprio Ulisse verrebbe a salvare quando, dopo il rientro a Itaca , riprende il “viaggio” alla ricerca se non della verità, almeno del “senso” che soffia oltre le Colonne d’Ercole. In Montanari tuttavia non urla solo la fierezza dell’eroe infinito quanto la universalità di Argo il cane che , unico , riconosce il “cencioso” padrone che ritorna e poi gli muore accanto dopo averlo accolto e festeggiato.
È una meravigliosa Storia nella Storia. Che celebra il fascino della fedeltà senza retribuzione che non sia la carezza, che rivela
la ricchezza di uno scambio affettivo primordiale e insondabile. Argo è vecchio e cieco ma vede oltre le miserie del corpo , rivela la ricchezza di un sentimento umano più forte di ogni obbligazione.
Ne scriviamo in tempi nei quali sembra smarrita ogni misura. Perfino la cortesia è degradata in incorreggibile debolezza, segno di una retrocessione al mito della forza, del “gesto” , del rumore come unica ragione.
Ecco perché Argo meriterebbe di comparire a fianco dell’eroe come l’antieroe universale. Grande poesia dentro una grande prosa . Che Montanari scriva di Argo, in fondo rassicura. Il mondo ha bisogno di Argo più di quanto non si pensi.
PER TUTTE LE ALTRE NEWS DI ATTUALITA’
Torna alle notizie in home