Benzina sfonda due euro: la stangata si riaccende
Gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano una fiammata senza sconti sui listini nazionali
La benzina sfonda i due euro. Il muro è definitivamente crollato, sempre più a rischio i bilanci delle famiglie e i costi di trasporto delle imprese.
Benzina rincaro record
Gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano una fiammata senza sconti sui listini nazionali. Sulla rete stradale ordinaria la benzina in modalità self-service raggiunge una media di 2,039 euro al litro. Il gasolio la supera attestandosi a 2,147 euro/l. La situazione si fa ancora più pesante lungo le arterie autostradali, dove il prezzo medio schizza a 2,124 euro/l per il verde e a 2,221 euro/l per il diesel.
I numeri ufficiali del Mimit travolgono i meccanismi di calmiere e segnalano un’inversione di tendenza dagli effetti devastanti sull’economia reale. Il sorpasso del gasolio sulla benzina riflette le tensioni sui mercati internazionali dei raffinati e la stretta sulle forniture energetiche. Ma a pesare sulla struttura finale del prezzo resta la componente fiscale e delle accise, che continua a drenare risorse dalle tasche dei cittadini.
L’impatto
L’impatto di questi rilievi va oltre il singolo rifornimento. In un Paese in cui l’ottanta per cento delle merci viaggia su gomma, il caro-gasolio si traduce immediatamente in una spinta inflazionistica sui beni di prima necessità e sulla filiera agroalimentare. Il superamento della soglia psicologica dei due euro azzera i margini di ripresa dei consumi e riapre lo scontro politico sulle misure di contrasto alla speculazione, costringendo il governo a fare i conti con un’emergenza prezzi destinata a pesare su tutta la stagione autunnale.
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