Mutui: se tutto va bene, sarà un autunno ancora più rovente dell’estate che ci siamo lasciati alle spalle. La Bce, come abbiamo capito ormai da tempo, s’è messa in testa di alzare i tassi nell’illusione che così l’inflazione (che corre al 3,3%) finalmente cheterà la sua corsa. Il guaio, senza entrare troppo nei dettagli tecnici, è che si tratterà dell’ennesimo buco nell’acqua: i prezzi salgono a causa dell’energia, aumentare il costo del denaro non riaprirà Hormuz né, tantomeno, consentirà all’Europa di raggiungere finalmente quell’autosufficienza che non ha. Intanto, oltre a dover pagare una vagonata di denaro per le bollette, ci ritroveremo ad affrontare una mazzata sui mutui.
Mutui, i conti della Fabi
I conti li ha fatti la Fabi, la federazione autonoma dei bancari. I numeri son numeri, fatti. E bisogna farci, appunto, i conti. Per un nuovo mutuo da 150.000 euro potrebbe avverarsi un aumento della rata di 106,16 euro al mese su dieci anni. Importo che sale a 111,62 per i prestiti a 15 anni mentre per i mutui trentennali si sfiorerebbe un aumento di 130 euro (127,62 euro). In definitiva, siamo di fronte al pericolo di una stangata annuale da oltre 1.200 euro per i decennali e i 1.500 per quelli trentennali. Naturalmente, più sale l’importo, più pesante sarà l’aumento. Su un mutuo da 200.000 euro, spiegano dalla Fabi, la differenza mensile varia da 141,55 euro su 10 anni a 170,16 euro su 30 anni. Per un finanziamento da 250.000 euro, l’incremento passa da 176,94 euro a 212,70 euro al mese. Attenzione, però. Questo è solo l’inizio. La corsa, ripresa a giugno e proseguita a settembre, secondo molto analisti potrebbe continuare già a dicembre. Altri due aumenti dei tassi, sempre da 25 punti base, potrebbero essere decisi nel 2027. Prepariamoci a tempi grami.
La mazzata sulla bolletta
Rincari, questi, che andranno a fare il paio con le maggiori spese che le famiglie italiane già sopportano. Dal clamoroso rincari dei carburanti, che ormai hanno stabilmente superato la soglia dei due euro e si avvicinano minacciosamente addirittura ai tre euro al litro, fino alle bollette. Stando alle proiezioni dell’Osservatorio Finsight di Bravo, da settembre a dicembre 2026 le famiglie italiane spenderanno fino a 982 euro in bollette di luce e gas, 270 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, per effetto di un aumento del +43% sul gas e del +27% sull’energia elettrica su base annua. Diventa davvero difficile, poi, immaginare non una ripresa ma almeno il mantenimento dei livelli di consumo. Le famiglie stanno facendo il possibile ma i dati sulla produzione industriale italiana, che sostanzialmente segna il passo, non sembrano promettere chissà quali scenari futuribili, con queste variabili impazzite di maggiori costi che vanno avverandosi.
Raffreddare la domanda, arroventare il clima
L’effetto atteso è quello che vuole la Bce. Raffreddare la domanda. Il problema è che con l’energia ci devi fare i conti tutti i giorni. E, intanto, facendo aumentare i tassi e rendendo difficile l’accesso al credito rischi di mandare a carte quarantotto il mercato immobiliare. Per il momento, i livelli di compravendita sembrano tenere. Tuttavia va considerato che i numeri dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate si riferiscono al secondo trimestre di quest’anno, ovvero al periodo che va tra aprile e giugno scorso. E, dunque, prima che Lagarde e soci decidessero di stangare il Vecchio Continente. I dati segnalano un aumento degli affari dello 0,1% mentre crescono gli affitti del 3,1%.