OPAS Poste su Tim: Aidr aveva ragione, Del Fante e Lasco hanno vinto la partita
Intervista a Mauro Nicastri, Presidente Fondazione AIDR
Presidente Nicastri, l’OPAS era data per spacciata. AIDR perché si è esposta?
“Perché abbiamo letto il progetto industriale, non il contatore giornaliero delle adesioni. Il 2 settembre, nel pieno dello scetticismo, abbiamo sostenuto pubblicamente l’operazione. Siamo stati l’unica fondazione della società civile a farlo in modo esplicito, documentato e assumendocene la responsabilità. I risultati provvisori ora portano Poste al 66,627% di TIM: il coraggio, quando poggia sull’analisi, si chiama professionalità”.
Poste ha però alzato la componente cash e rinunciato alla soglia minima. I critici avevano ragione?
“Segnalare una difficoltà è legittimo; decretare il fallimento era miope. Del Fante e Lasco hanno distinto il fine dai mezzi: hanno corretto la tattica e salvaguardato l’obiettivo. Portare Poste verso il controllo di TIM conferma una capacità manageriale rara, fatta di visione e disciplina esecutiva”.
Con questa OPAS finisce la TIM che conoscevamo?
“Finisce un ciclo durato trent’anni. Dalla SIP a Telecom Italia e poi TIM, il gruppo ha attraversato due crisi sistemiche. La prima nasce dalla privatizzazione senza un azionista stabile e dalle scalate a debito; la seconda dalla lunga crisi di governance e strategia, tra passaggi di controllo, ristrutturazioni e separazione della rete. Il risultato è stato un logoramento continuo. Poste può restituire direzione e stabilità”.
Che gruppo può nascere?
“Un campione integrato nei servizi finanziari, assicurativi, logistici e nelle telecomunicazioni. Poste porta capillarità, fiducia e capacità di investimento; TIM porta connettività, cloud, dati, AI e cybersecurity. Questa integrazione può diventare l’infrastruttura quotidiana di famiglie, imprese e pubblica amministrazione”.
E il lavoro?
“L’esperienza di Poste è la risposta. Del Fante e Lasco hanno accompagnato il declino della posta tradizionale investendo in pacchi, pagamenti, tecnologia e competenze. Il lavoro si protegge anticipando il cambiamento. L’immobilismo, invece, presenta sempre il conto ai lavoratori”.
La sua conclusione?
“AIDR non ha fatto il tifo: ha preso posizione sulla base dei fatti. Oggi il flop è rimasto nei titoli di alcuni media chi non hanno capito la partita. Poste e TIM aprono una fase nuova per l’industria italiana”.
PER TUTTE LE NEWS DI ATTUALITA’
Torna alle notizie in home