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Politica

Meloni, Tajani e Salvini contrari a un’alleanza con Vannacci

Giorgia Meloni ha posto un tema di affidabilità: “Per me è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare”

di Lino Sasso -


Non sempre sono d’accordo. Spesso, anzi, tra i due vicepremier di Giorgia Meloni la distanza sembra essere significativa. Qualche volta, si vocifera nei corridoi dei palazzi romani, si è anche consumato uno scontro un po’ più duro del consueto, poi rientrato. Altre, la distanza di vedute era invece con il partito della stessa presidente del Consiglio.

Tajani e Salvini d’accordo con la premier

C’è però un punto sul quale il centrodestra non sembra avere tentennamenti e che vede i tre leader perfettamente allineati. Sia Meloni che Tajani che Salvini sono infatti contrari a un’alleanza con Vannacci. E su questo, almeno al momento, sembrano avere tutti la barra dritta. Giorgia Meloni lo ha ribadito anche ieri.

A proposito di Futuro Nazionale, la premier ha parlato di “un partito composto da parlamentari eletti nel centrodestra che oggi sono in un partito che vota con l’opposizione. Quando questo accade una volta può accadere anche una seconda”. Giorgia Meloni ha posto quindi un tema di affidabilità, tanto da aggiungere che “per me è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare”.

Unità d’intenti contro Vannacci

Poche ore dopo, è Antonio Tajani a sottolineare che “non si possono fare alleanze soltanto per vincere le elezioni”. “Bisogna fare delle coalizioni dove c’è una comunanza di idee e di valori e dove tutti quanti hanno un minimo comune denominatore”, ha aggiunto il segretario di Forza Italia prima di ricordare che è stato Vannacci ad abbandonare il centrodestra e che si è tagliato fuori dalla coalizione.

Ed è proprio sul rapporto con la maggioranza che Matteo Salvini ha invece fatto presente come Futuro Nazionale “è una forza politica che vota costantemente contro il governo di centrodestra”. Va da sé che immaginare di correrci insieme alle elezioni per il leader leghista è del tutto escluso. E questo nonostante i sondaggi che confermato la costante crescita del partito del generale.

Oggettivamente però, come sarebbe pensabile di formare un governo con quel Vannacci che da esponente di centrodestra adesso è perennemente all’attacco del centrodestra? E, soprattutto, come si potrebbe fare una compagna elettorale insieme quando su temi fondamentali, come per esempio quello dei diritti, la distanza sembra essere siderale?

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