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Economia

La Bce festeggia la “resilienza” e prepara la stangata

L'economia europea continua a crescere nonostante gli scossoni e l'Eurotower si prepara a rialzare i tassi

di Cristiana Flaminio -


La Bce ovvero, il lato oscuro della resilienza. Così come il lato oscuro del girl power. La Bce gioisce perché l’economia europea è “resiliente”. Sono arrivati i dati di Eurostat, quelli dell’Ocse. Le agenzie, come Standard & Poor’s continuano a scommettere sulla crescita del prodotto interno lordo europeo. Tanto basta. Perché a Francoforte serviva un appiglio. Ora ce l’hanno. L’interpretazione (fin troppo) estensiva dei dati economici giustificherà, da qui ai prossimi mesi, l’ennesimo (o saranno di più?) aumento dei tassi di interesse. Non vedevano l’ora. Hanno già alzato due volte il costo del denaro, lo faranno ancora. Da qui a dicembre, la strada sembra già tracciata.

Perché la “resilienza” ingolosisce la Bce

I numeri esposti dall’Eurotower sembrano giustificare la fame di rigore e austerità che alligna tra gli alti papaveri della banca centrale europea. Secondo le previsioni macroeconomiche francofortesi, in linea con quelle Ocse e S&P, la crescita del Pil dell’eurozona nel 2026 è attesa allo 0,9 per cento. Crescerà ancora di più nel 2027 e addirittura nel 2028 quando si attesterà, rispettivamente, all’1,4% e all’1,5%. Nel bollettino si legge che la correzione delle previsioni “riflette principalmente la migliore capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro rispetto alle attese”.

Quel non detto che fa paura

In pratica, è il sottotesto, ogni remora cadrà. Siete troppo ricchi, signori europei. Andate impoveriti un po’ affinché l’inflazione – una sola Dea madre delle “lady first” (copyright Lagarde) – scenda e torni giù. E chissenefrega se, per farlo, dovranno essere stangate le imprese, “puniti” i lavoratori, frenati i consumi. L’unico e solo mandato che i (poco) previdenti costituenti (per modo di dire, l’Unione europea è talmente divisa da non essere stata in grado nemmeno di darsi uno straccio di Carta) è quello a tenere sotto controllo i prezzi. Come se l’economia fosse un videogame e non qualcosa che impatta sulla vita delle persone e sul futuro stesso del Continente.

Inflazione unica Dea

I dati ventilati dalla Bce fanno impressione. “Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari elaborati dagli esperti illustrano l’ampia varietà degli andamenti che crescita e inflazione registrerebbero al variare delle ipotesi su intensità e durata dello shock, nonché sui suoi effetti indiretti e di secondo impatto”. Aspettatevi la buriana, dicono. E ancora: “A luglio l’inflazione complessiva misurata sull’Ipc è salita al 2,9 per cento dal 2,6 di giugno, principalmente a causa dell’aumento del massimale per i prezzi regolamentati dell’energia, mentre l’inflazione di fondo è rimasta invariata, al 2,6 per cento”. Ma non è tutto: “Le evidenze di effetti indiretti e di secondo impatto restano contenute, con l’attenuarsi delle aspettative di inflazione delle famiglie e il rallentamento della crescita salariale nel settore privato”.

Una decisione già scritta

Per forza, dopo due aumenti dei tassi ci mancherebbe altro. “L’inflazione complessiva dovrebbe collocarsi al 3,0 per cento nel 2026, al 2,7 nel 2027 e al 2,0 nel 2028”. Troppo, Nagel (che ha già fallito prima di iniziarla la corsa alla successione di madame Lagarde) l’ha già detto chiaro. Il denaro si pagherà di più. La governatrice della Bce, intervenuta al Women Economic Forum Europe al Castello di Tabiano, ritiene che tutto va bene perché “in un momento in cui scelte difficili per il nostro futuro, per la nostra sicurezza, plasmeranno la vita delle generazioni a venire, dei nostri figli e dei nostri nipoti noi donne dobbiamo avere un ruolo centrale e paritario nel compiere queste scelte”. E proprio come gli uomini, anche le donne sbagliano.

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Anche le donne (e l’Ai) sbagliano

Eccome se sbagliano. Lagarde e Ursula von der Leyen non sono certo l’esempio migliore per l’empowerment femminile. Forse le ragazze meritano qualche esempio più coraggioso. E, a proposito di signore nel mondo fatato delle banche centrali, è intervenuta al Forum pure la signora Isabel Schnabel. Una sorta di capo-ultrà degli aumenti dei tassi. Che ha sentenziato: “Non credo che l’Ia possa gestire la nostra politica monetaria al posto del Consiglio direttivo. Le nostre decisioni vanno ben oltre la sola analisi dei dati: ci avvaliamo del nostro giudizio esperto, frutto dell’esperienza di 27 persone con percorsi differenti. Anche la tecnologia può sbagliare”. Già, perché farlo fare all’intelligenza artificiale quando si può sbagliare benissimo da sé? Ecco, appunto. Il lato oscuro delle belle parole, il lato oscuro della resilienza.


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