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Superbonus, sul buco nero tace la politica che lo promosse

Mentre i magistrati sequestrano montagne di carta moneta farlocca, c'è chi per lungo tempo ha rivendicato la misura come un modello virtuoso

di Angelo Vitale -


Ci avevano raccontato che il Superbonus sarebbe stato il volano della transizione ecologica, la svolta per l’edilizia e il prodigio economico a favore delle famiglie interessate a tutelare e valorizzare il loro personale patrimonio immobiliare.

La drammatica realtà del Superbonus

La realtà che emerge ogni giorno dalle sempre più frequenti inchieste delle forze dell’ordine ha invece la forma di un vorace buco nero finanziario. Un pozzo senza fondo che continua a divorare risorse pubbliche e a sfornare clamorosi scandali a getto continuo.

Nonostante una stagione dei bonus edilizi finalmente archiviata a colpi di decreti e correttivi, una scia sismica delle truffe senza fine. I crediti fantasma creati negli anni del delirio assistenziale continuano a circolare nei cassetti fiscali, pronti per essere monetizzati finché la Guardia di Finanza non riesce a congelarli in extremis.

L’ultimo episodio di questa infinita saga di carta straccia ad alto rendimento arriva dalla Campania con cifre che fanno tremare i polsi. La Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, su delega della Procura di Napoli Nord, ha eseguito un maxi-sequestro preventivo di quasi 153 milioni di euro — per la precisione 152.959.525,45 euro — in crediti d’imposta del tutto inesistenti legati al Superbonus 110%.

L’ultima inchiesta

Al centro di questo ciclone Alfredo Guerri, imprenditore noto alle cronache sportive in quanto proprietario e presidente della società sportiva Juve Stabia. Nei suoi confronti il Gip ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa, affiancata dalla sospensione dalla professione tecnica per un ingegnere co-indagato.

Il meccanismo ricostruito dagli inquirenti evidenzia il classico manuale del raggiro all’italiana, perfezionato su scala industriale. Attraverso due società edili riconducibili all’imprenditore — la Domus srl e la Gloria Holding srl — l’impresa operava come general contractor per conto di decine di condomini.

Tra il 2021 e il 2024, in 64 cantieri sparsi sul territorio, interventi di efficientamento in realtà mai eseguiti o realizzati soltanto in minima parte. Con la compiacenza di tecnici asseveratori, venivano emesse fatture e falsi Stati di Avanzamento Lavori. Carte poi trasmesse regolarmente all’Enea. Una volta ottenuto il visto di conformità, i crediti fittizi venivano caricati nei cassetti fiscali dei condomini, ceduti alle società dell’indagato e infine monetizzati con banche e intermediari su tutto il territorio nazionale.

La truffa

Carta stampata dal nulla, trasformata in moneta sonante grazie a norme scritte come da tempo viene scoperto e controllate ancora peggio. In tutto questo, necessario precisare che la Juve Stabia come club calcistico non risulta in alcun modo indagata né coinvolta nell’inchiesta penale sulla frode fiscale.

Resta però l’amaro legame d’immagine tra i capitali fluttuanti del pallone e le fortune crollate dell’edilizia drogata dallo Stato.

È il sintomo plastico di come il morbo dei crediti fittizi abbia contagiato ogni settore economico, finendo per sfiorare le proprietà dei club e trascinando i nomi delle squadre nell’ennesimo tritacarne mediatico.

Ciò che rende la vicenda ancora più surreale è il contrasto stridente tra la cruda realtà dei verbali e la pervicace difesa ideologica che si ostina a celebrare la misura.

Tace la politica che aveva promosso la misura

Mentre i magistrati sequestrano montagne di carta moneta farlocca, c’è chi per lungo tempo ha rivendicato il Superbonus come un modello virtuoso. Basta scorrere le pubblicazioni o rammentare i comizi dei vertici del Movimento 5 Stelle — basti pensare alle tesi contenute nel volume dell’onorevole Agostino Santillo, Superbonus 110% – Tutta la verità — per imbattersi in una narrazione parallela.

Secondo questo racconto edulcorato, la spesa senza vincoli avrebbe creato ricchezza, sorvolando sul fatto che quella ricchezza è stata spesso costruita su cantieri fantasma e asseverazioni da incubo.

La verità è che il Superbonus è stato il più gigantesco esperimento di finanza creativa a carico dei contribuenti mai realizzato nella storia della Repubblica. Credere che “regalare” il 110% senza filtri preventivi non avrebbe attirato sciacalli e professionisti del malaffare è stata una colpevole ingenuità.

Oggi il conto viene recapitato ai cittadini sotto forma di debito pubblico e risorse sottratte a sanità e servizi. Le inchieste dimostrano che la pulizia dei cassetti fiscali impiegherà ancora anni. Sarebbe ora che questa politica prendesse atto del disastro, chiedendo scusa anziché arrampicarsi sugli specchi di una narrazione difensiva ormai insostenibile. Difficile che possa accadere.

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