Fiorello e il suo clamoroso ritorno. Rai1 è la stessa?
I numeri dell'ascolto sono totalmente cambiati dall'epoca dei suoi successi: la Tv di Stato è ancora la sua Rai?
Fiorello riapre le porte di Rai1: un video muto riaccende la guerra dei palinsesti (e del pubblico).
Fiorello ritorna a Rai1
Un video senza audio pubblicato sul proprio profilo Instagram, uno sguardo sornione e una scritta in sovraimpressone che da sola basta a far tremare i palinsesti televisivi: «Prossimamente su Rai1».
È bastato questo blitz social firmato Rosario Fiorello per scompaginare le redazioni. Ciò, proprio mentre il pubblico e gli addetti ai lavori attendevano l’ufficializzazione della nuova stagione di La Pennicanza, il format condotto con Fabrizio Biggio nel primo pomeriggio di Rai Radio2 e in visual radio.
Invece, lo showman siciliano ha spiazzato tutti, piazzando l’ennesimo colpo. Il dettaglio che rende l’annuncio un caso politico-televisivo è di natura cronologica: Fiorello manca dalla rete ammiraglia con un progetto strutturato di prima serata da ben quindici anni, dai tempi dei record di ascolti de «Il più grande spettacolo dopo il weekend».
Le ipotesi sul tavolo: Sanremo, prime serate evento o la fascia pomeridiana?
L’assenza di spiegazioni nel video ha scatenato la Rete e il toto-format tra i blog specializzati.
La pista più battuta parla di un ristretto ciclo di appuntamenti speciali. Non uno show di mesi, ma due o tre serate evento per riaccendere il grande intrattenimento di Rai1 con improvvisazione pura e grandi ospiti.
Il nodo Sanremo
I soliti beninformati collegano la mossa alla macchina organizzativa del prossimo Festival. C’è chi ipotizza un’incursione speciale nella settimana sanremese o un ruolo da “guastatore” coordinato con la direzione artistica.
Il travaso di La Pennicanza
Un’altra corrente d’opinione vede nel promo la preparazione a un trasferimento (o uno speciale promozionale) del contenitore pomeridiano direttamente sulle frequenze dell’ammiraglia.
Questa è ancora la Rai di Fiorello? Che numeri farà?
L’entusiasmo della Rete non cancella però gli interrogativi di fondo che accompagnano l’operazione. La televisione generalista è profondamente cambiata rispetto a quindici anni fa.
Risulta oggi frammentata dalle piattaforme streaming e da un pubblico sempre più anziano e abitudinario. Quindi, la domanda che circola con insistenza negli ambienti della tv è diretta: questa è ancora la Rai di Fiorello?
Le sfide sul piatto sono molteplici, la trappola dei grandi numeri
Se nel 2011 Il più grande spettacolo viaggiava sopra i 12 milioni di spettatori sfondando il 50% di share, oggi i metri di giudizio si sono ridimensionati, ridotti talvolta ad un quinto.
Resta da capire quali cifre pretenderanno i vertici di Viale Mazzini per giustificare l’impegno economico e lo spazio concesso. Un dato sotto la media di rete verrebbe immediatamente bollato come un ridimensionamento.
Il linguaggio dello showman e la nuova Rai
L’anarchia comica di Fiorello, perfezionata negli anni tra le sperimentazioni di RaiPlay e la tv “di strada” all’alba con Viva Rai2!, si adatta ancora al pubblico gessato e istituzionale della prima serata di Rai1?
La libertà di improvvisare a braccio rischia di scontrarsi con le liturgie rigide e i vincoli d’orario della rete ammiraglia.
Tra calcoli di share, strategie di palinsesto e l’ennesima provocazione social, la sola certezza è che Fiorello prova a dettare nuovamente l’agenda dell’intrattenimento Rai senza neanche bisogno di parlare.
Spetterà ai numeri del telecomando stabilire se il suo ritorno a casa sarà un trionfo o un rischioso salto nel passato.
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