Scuola, il manifesto delle Regioni contro il tetto agli stranieri
La controffensiva da Emilia Romagna, Campania, Puglia, Umbria, Toscana e Sardegna
Sei Regioni annunciano battaglia al decreto annunciato dal governo sulla scuola. Sono sei assessori a firmare il manifesto che si intitola all’inclusione e boccia come “escludente” l’iniziativa annunciata da Meloni di imporre un tetto agli alunni stranieri per ogni classe. A sottoscrivere il documento le assessore alla scuola di Emilia Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia (rispettivamente Isabella Conti, Alessandra Nardini, Ilaria Portas e Silvia Miglietta) insieme ai colleghi di Umbria e Campania Fabio Barcaioli e Andrea Morniroli. Manco a dirlo, si tratta di sei Regioni guidate dall’alleanza del campo largo.
Regioni contro il decreto scuola
Le ragioni delle Regioni che si schierano contro il decreto scuola vengono rintracciate nel dettato costituzionale. Come al solito: “La scuola deve essere un luogo di inclusione e crescita per tutte e tutti. Ogni giorno tra i banchi, con la cultura e la condivisione, si costruisce l’inclusione”. Che belle parole. “La stessa costituzione- scrivono gli assessori- ci ricorda che la scuola è aperta a tutti e nessun limite imposto può modificare la natura della scuola, che è il primo presidio di integrazione e cittadinanza”. Soddisfatta la premessa, anzi no. Ce n’è un’altra: “Siamo amministratrici e amministratori che ogni giorno si confrontano con una scuola aperta e plurale, che accoglie e che ha bisogno non di misure che rischiano di creare nuove discriminazioni e nuove disuguaglianze ma di maggiori investimenti nell’educazione e nell’inclusione”.
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Parole, parole, parole
“Per questo alle nostre scuole servono investimenti nell’educazione. L’auspicio è che altre amministrazioni vogliano aderire a questo manifesto”, scrivono gli assessori delle sei Regioni “ribelli” rispetto al decreto sulla scuola. Il documento – fanno sapere – è nato a Bologna (e dove, sennò?) nel corso del convegno nazionale Le esperienze di scuole aperte, che ha riunito tutte le esperienze educative extra-curricolari nelle scuole italiane, in risposta al decreto che vuole imporre un tetto del 30% di alunni stranieri in classe. I primi a sottoscriverlo, ricorda la regione emilia-romagna, sono stati gli assessori alla scuola di Bologna, Roma, Milano e Bergamo. “In nessun caso le scuole possono essere un luogo che esclude o che rifiuta. Le scuole tessono le relazioni, le culture e le appartenenze, non strappano, non espellono”, è uno dei punti del documento.
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