La Corte Suprema degli Stati Uniti apre l’anno giudiziario con il caso Suncor Energy
Nove mesi di verdetti decisivi che cambieranno il futuro degli Stati Uniti
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inaugurato ufficialmente la nuova sessione giudiziaria mettendo al centro del dibattito il contenzioso storico Suncor Energy v. Boulder County. Il caso promette di ridefinire i confini legali della responsabilità ambientale e di determinare se i colossi dei combustibili fossili possano essere costretti a pagare miliardi di dollari per i danni causati dal cambiamento climatico.
La causa
La causa, intentata dalla Contea di Boulder e da altre amministrazioni del Colorado contro colossi come Suncor ed ExxonMobil, accusa le compagnie di aver nascosto per decenni i rischi dei combustibili fossili, aggravando disastri locali come siccità e incendi. I nove giudici della Corte Suprema non devono decidere sulla colpevolezza, ma sulla competenza giuridica.
Il processo potrebbe essere spostato
L’industria energetica vuole spostare il processo nei tribunali federali, dove le leggi nazionali rendono quasi impossibile ottenere risarcimenti per danni climatici globali. Le amministrazioni locali esigono invece che la causa resti nei tribunali statali, dove le severe norme locali a tutela dei consumatori e contro le frodi facilitano la richiesta di indennizzi.
Quale decisione sarà presa?
Se la Corte darà ragione alle contee, si innescherà un immediato “effetto domino”: centinaia di città e Stati americani avranno il via libera per trascinare i colossi dell’energia davanti ai giudici locali. Questo permetterà di richiedere risarcimenti miliardari per finanziare le infrastrutture necessarie a contrastare i danni del cambiamento climatico, come alluvioni, ondate di calore e l’innalzamento dei mari.
Se la Corte darà ragione a Suncor Energy, l’intero settore dei combustibili fossili otterrà uno scudo legale quasi totale contro le azioni giudiziarie promosse a livello locale. Di fatto, potrebbe essere neutralizzato il tentativo dei governi locali di utilizzare la via giudiziaria per costringere le aziende a pagare i costi della transizione ecologica e dei danni ambientali.
Attivisti e osservatori internazionali restano con il fiato sospeso: il verdetto definitivo della Corte Suprema traccerà infatti la rotta della giustizia climatica globale per i prossimi decenni.
Le sfide della Corte Suprema
L’apertura della nuova sessione della Corte Suprema non riguarda solo le grandi cause ambientali.
Nei prossimi nove mesi il massimo organo giuridico americano sarà infatti al centro del dibattito pubblico per una serie di verdetti determinanti sulla politica e sulla società degli Stati Uniti. I principali fronti caldi in agenda includono le politiche sulla gestione dei flussi migratori, la regolamentazione delle armi da fuoco e le tutele elettorali.
Tutti i punti da affrontare
I nove giudici dovranno esprimersi sulla legittimità costituzionale dei decreti restrittivi e dei piani di espulsione di massa promossi dall’amministrazione Trump. Dovranno esaminare i ricorsi contro le leggi dei singoli Stati che vietano l’acquisto e il possesso di fucili semiautomatici da guerra, come i diffusi modelli AR-15.
E saranno oggetto di valutazione anche le riforme che limitano le modalità di voto in alcuni Stati a guida repubblicana.
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