Viminale: omicidi e femminicidi in calo in Italia, ma coinvolti sempre più giovani
Diminuiscono le vittime di omicidio volontario rispetto allo stesso periodo del 2025. In calo anche le donne uccise, mentre cresce la quota di autori tra i 18 e i 24 anni.
Gli omicidi volontari sono in calo e anche i femminicidi diminuiscono: questi sono i dati e i numeri raccolti del Viminale. Tra il primo gennaio e il 30 settembre 2026 si contano complessivamente 230 persone uccise, contro le 238 registrate nello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal report Omicidi volontari e femminicidi, elaborato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale del Viminale, che fotografa l’andamento del fenomeno nei primi nove mesi dell’anno.
Il dato complessivo mostra una flessione, seppur contenuta, rispetto all’anno precedente. La diminuzione è più marcata considerando le vittime di genere femminile. Sono state 67, contro le 77 del 2025. Dieci donne uccise in meno nel confronto tra i due periodi, un segnale positivo che tuttavia non cancella la gravità del fenomeno.
Omicidi e femminicidi, i dati del Viminale
Nel dettaglio, tra gennaio e settembre 2026 sono stati registrati 215 omicidi volontari, 52 dei quali hanno avuto come vittime donne. A questi si aggiungono 15 vittime di femminicidio, fattispecie di reato entrata in vigore il 17 dicembre 2025. Il totale delle donne uccise nel periodo preso in esame arriva così a 67, in diminuzione rispetto alle 77 dello stesso intervallo del 2025.
Il quadro delineato dal Viminale evidenzia quindi una riduzione sia del numero complessivo delle vittime di omicidio volontario sia di quello delle donne uccise. I dati, riferiti ai primi nove mesi dell’anno, consentono di osservare l’andamento del fenomeno rispetto al 2025, ma non esauriscono l’analisi delle dinamiche e delle cause alla base dei singoli episodi.
Cresce la quota dei giovani tra gli autori
Il report prende in esame anche l’età dei presunti autori di omicidi volontari e femminicidi. In questo caso emerge una crescita dell’incidenza dei giovani tra i 18 e i 24 anni, passata dal 17% del 2025 al 21% del 2026.
Scende invece dal 43% al 36% la quota relativa alla fascia tra i 25 e i 40 anni. Aumenta dal 29% al 31% quella degli autori tra i 41 e i 64 anni, mentre gli over 65 passano dal 6% al 7%. Resta stabile al 5% l’incidenza dei presunti autori minorenni.
Il bilancio dei primi nove mesi restituisce dunque un quadro con meno vittime rispetto al 2025, ma con una maggiore incidenza dei giovani adulti tra i presunti responsabili degli omicidi e dei femminicidi.
Torna alle notizie in home