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Esteri

Trump e Rubio valutano il licenziamento dell’ambasciatrice Kimberly Guilfoyle

Il caso Grecia scuote il Dipartimento di Stato

di Cinzia Rolli -


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che la Casa Bianca sta valutando seriamente la rimozione di Kimberly Guilfoyle dal ruolo di ambasciatrice in Grecia. Interpellato dai giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca per un comizio, Trump è stato perentorio: “Stiamo valutando la situazione. Sì, non siamo felici”.

Secondo indiscrezioni provenienti dai palazzi di Washington infatti, il Presidente e il Segretario di Stato Marco Rubio avrebbero reagito con fortissimo sconcerto alla catena di scandali etici legati all’inviata ad Atene. Il destino politico dell’ambasciatrice appare ormai segnato e una decisione definitiva sulla sua rimozione potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.

Come è nato il caso?

Il caso è esploso a seguito di un’inchiesta giornalistica del Wall Street Journal che ha svelato una fitta rete di messaggi scambiati su Signal tra la Guilfoyle e il noto donatore e alleato politico del MAGA Eric Deters.

Secondo le prove diffuse da Deters, nel luglio 2025, pochi giorni prima della sua audizione di conferma al Senato per la carica diplomatica, la Guilfoyle gli avrebbe chiesto con insistenza di inviarle un bonifico da 100.000 dollari per estinguere un debito personale sulla sua carta American Express.

Nei messaggi, la diplomatica rassicurava il donatore scrivendo: “Se fai un bonifico ad American Express, non comparirà da nessuna parte”, promettendo in cambio di agire come sua sponda (“ride or die”) all’interno dell’amministrazione Trump per agevolarlo in merito ad alcuni contenziosi pendenti con il fisco americano (IRS).

I compensi

I legali di Guilfoyle contestano l’autenticità dei messaggi, sostenendo che i 100.000 dollari fossero in realtà compensi legittimi per vecchie consulenze e discorsi pubblici precedenti alla nomina diplomatica.

Una tesi respinta da Deters, il quale nega l’esistenza di debiti pregressi e precisa di non aver mai inviato la somma richiesta. Nelle ultime ore, la posizione dell’ambasciatrice, ed ex fidanzata di Donald Trump Jr., si è ulteriormente aggravata a causa di nuovi filoni d’indagine giornalistica.

Il caso Davos: stando ad alcune registrazioni audio esaminate dai media americani, durante il World Economic Forum di Davos all’inizio del 2026, la Guilfoyle si sarebbe vantata pubblicamente dei suoi stretti legami con due magnati greci, affermando che stavano “finanziando i suoi viaggi di lusso in giro per il mondo”.

Pressioni geopolitiche illecite: secondo i report, l’ambasciatrice avrebbe dichiarato a degli ospiti durante un ricevimento che gli Stati Uniti “potrebbero indebolire il governo greco se solo lo volessero”, promuovendo contemporaneamente gli interessi commerciali privati di una specifica società edile ed energetica greca e inserendo il suo lobbista in riunioni diplomatiche strettamente riservate.

Ambiente di lavoro tossico all’Ambasciata: l’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento di Stato ha formalmente aperto un’indagine sul comportamento tenuto dalla Guilfoyle ad Atene. Lo staff dell’ambasciata ha denunciato la creazione di un ambiente di lavoro ostile e comportamenti ritenuti totalmente incompatibili con quelli di un alto rappresentante del governo statunitense.

Imbarazzo al Dipartimento di Stato

Lo scandalo sta provocando un profondo imbarazzo diplomatico al Dipartimento di Stato. La situazione è amplificata dal fatto che il Segretario Marco Rubio aveva concluso una visita ufficiale ad Atene soltanto pochi giorni fa.

La permanenza di Guilfoyle ad Atene sembra ormai non più politicamente sostenibile.

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