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Qui Bruxelles… – Da Gianni Gola a Roberto Recchia: l’Italia che costruisce la pace attraverso lo sport militare

di Alessandro Butticé -


A Bruxelles, capitale dell’Unione europea e sede della NATO, la diplomazia non si esercita soltanto nei palazzi delle istituzioni. Esiste anche una diplomazia discreta, che nasce sui campi sportivi e unisce uomini e donne abituati a indossare un’uniforme.

È quella del Consiglio Internazionale dello Sport Militare (CISM), fondato nel 1948, con sede a Bruxelles e 142 Paesi membri. Il motto, «Friendship through Sport», racconta una missione che va oltre le medaglie: trasformare potenziali avversari sui campi di battaglia in leali avversari nelle competizioni sportive.

Ma lo sport militare non è soltanto una pacifica alternativa allo scontro armato. È una forma di diplomazia parallela, capace di aprire canali di dialogo anche quando i rapporti politici sono difficili. Non sostituisce la diplomazia ufficiale: crea fiducia, relazioni e occasioni di cooperazione.

Un italiano ai vertici del CISM

Dal maggio 2022 il Segretario Generale del CISM è il capitano di vascello Roberto Recchia, primo ufficiale italiano a ricoprire questa funzione. Riconfermato il 7 maggio 2026 per un secondo mandato, resterà in carica fino al 2030.

Non è una posizione soltanto onorifica. Recchia dirige il quartier generale internazionale di Bruxelles, coordina personale militare di varie nazionalità e assicura la gestione di un’organizzazione che dialoga con delegazioni, federazioni e istituzioni sportive di tutto il mondo. Ma spesso incontra anche Ministri e capi di Stato. Un incarico che richiede capacità manageriali, sensibilità diplomatica e autorevolezza.

Il suo percorso parla da sé: ufficiale della Marina Militare, ha comandato il cacciamine Vieste, la nave Anteo e, tra il 2017 e il 2018, l’Amerigo Vespucci, ambasciatrice dell’Italia nel mondo. Ha partecipato a operazioni NATO e UE, lavorato a Bruxelles presso la Rappresentanza Militare italiana presso la Nato e guidato l’Ufficio Sport dello Stato Maggiore della Difesa, impegnandosi anche nello sport paralimpico.

L’eredità di Gianni Gola

La presenza italiana nel CISM ha radici profonde. Il generale della Guardia di Finanza Gianni Gola, tra i protagonisti dei primi Giochi Mondiali Militari organizzati a Roma nel 1995, ha presieduto l’organizzazione dal 1998 al 2010, per tre mandati consecutivi, diventandone poi Presidente onorario.

Recchia raccoglie oggi, in un ruolo diverso, questa importante eredità. La sua riconferma testimonia che l’Italia sa esprimere non soltanto campioni, ma anche dirigenti capaci di guadagnare credibilità internazionale.

Una diplomazia che include

Tra i risultati più significativi vi è lo sviluppo dello sport militare paralimpico. L’Italia ha ospitato a Jesolo nel 2024 il primo Campionato Mondiale Militare di atletica paralimpica, contribuendo a valorizzare atleti e veterani con disabilità. Un messaggio di dignità e inclusione che va ben oltre la competizione.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro: dal 25 giugno al 4 luglio 2027 si svolgerà negli Stati Uniti la 8a edizione dei Giochi Mondiali Militari, «Carolinas 2027», con sede principale a Charlotte, nel North Carolina. Sono attesi circa 10.000 atleti militari da tutto il mondo, che si confronteranno in oltre 30 discipline sportive, di cui 6 paralimpiche, nel segno dell’amicizia attraverso lo sport.

Una presenza italiana strategica

Il valore strategico di questa presenza italiana è evidente, soprattutto a Bruxelles, dove hanno sede le istituzioni dell’UE e la NATO. È un esempio concreto di «soft power»: influenza costruita non con proclami, ma con competenza, affidabilità e relazioni umane.

Di Roberto Recchia apprezzo soprattutto lo stile del Militare della Repubblica Italiana: silenzioso, concreto, lontano dalla ricerca di visibilità, ma efficace. La sua opera nella gestione del CISM, nella cooperazione internazionale e nello sport paralimpico merita maggiore attenzione.

Questa rubrica vuole mettere in luce anche gli italiani che fanno funzionare, spesso lontano dai riflettori, il sistema Italia in Europa e nel mondo. Recchia è uno di loro.

Perché una stretta di mano dopo una gara, talvolta, può aprire porte inimmaginabili, e che la politica tiene spesso chiuse.

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