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Task force di TikTok dopo gli scontri di Milano: più controlli sui video delle proteste

di Andrea Scarso -


TikTok ha annunciato la nascita di una task force speciale per rafforzare la moderazione dei contenuti sugli scontri che hanno colpito il centro di Milano il 17 e il 18 ottobre. La società condanna ogni forma di violenza e sottolinea che “non consentiamo contenuti che la incitano o promuovono attività criminali”. Allo stesso tempo, prova a non confondere la cronaca con l’istigazione. La linea dell’azienda si riassume in una frase: “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza”. L’obiettivo dichiarato è garantire l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando l’uso improprio della piattaforma.

Per individuare i contenuti a rischio, la task force di TikTok si affida anche a tecnologie di riconoscimento di immagini e audio. Il lavoro prosegue con l’evolversi della situazione. I moderatori rimuovono i video, sospendono le Live e bloccano gli account che violano le regole. Secondo la società, i tassi di violazione restano per ora in linea con quelli dei periodi precedenti. Inoltre, TikTok collabora con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti, per identificare le minacce emergenti.

Le nuove misure di TikTok su ricerca e Live

Accanto alla task force di TikTok, le misure più visibili riguardano la ricerca. La piattaforma ha bloccato i termini che incitano alla violenza o ad attività criminali. Ha inoltre disattivato il completamento automatico per le ricerche legate alle proteste e ha limitato i suggerimenti di ricerca. In questo modo prova a ridurre il rischio che un utente curioso finisca in un flusso di contenuti violenti.

Poi ci sono le dirette. Il social ha limitato in via temporanea alcune funzioni di monetizzazione delle Live dedicate alle proteste, per prevenire forme di sfruttamento economico degli scontri. Gli utenti, intanto, ricevono l’invito a consultare fonti affidabili e a usare le Live in modo responsabile. In pratica, la stretta colpisce il possibile guadagno oltre che il contenuto.

Il ruolo dei social nei disordini di Milano

Il ruolo dei social è finito al centro dell’attenzione per come sono nati i disordini. Il corteo contro il caro-vita del 17 ottobre, indetto dal movimento Italia in Piazza, ha visto circa 5mila partecipanti. Le manifestazioni sono state organizzate online da persone di età varia, estranee alla politica e all’attivismo. Alcuni organizzatori hanno raccontato che TikTok ha avuto un ruolo centrale nella diffusione delle informazioni. Le indagini della polizia, parlano di gruppi disaggregati, senza una bandiera politica o un’ideologia definita. Per molti partecipanti, inoltre, i disordini sono diventati un’occasione per accumulare visualizzazioni.

Il bilancio di domenica 18 ottobre conta 271 persone portate in questura, di cui 220 minorenni. Le piattaforme iniziano a rispondere alle richieste di maggiore controllo arrivate dalle istituzioni. Resta da capire quanto le misure della task force di TikTok cambieranno la circolazione dei video, visto che l’azienda parla di tassi di violazione in linea con il passato.

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