Fede, brividi e memoria: processione a Napoli per i 66 anni di Diego Maradona
Uno spaccato di cronaca sportiva e di costume, la storia del calcio che si intreccia alla vita febbrile di uno dei più veraci quartieri popolari del capoluogo campano
Lo slargo dei quartieri Spagnoli di Napoli che ospita il famoso murale di Maradona
A Largo Maradona, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, un viavai infinito, da ore. In occasione del ricordo per quello che sarebbe stato il sessantaseiesimo compleanno di Diego Armando Maradona, le strade della zona vecchia di Napoli registrano l’arrivo di una forte affluenza di tifosi giunti dall’Argentina. A loro si affiancano centinaia di sostenitori locali e curiosi.
I 66 anni di Diego
Tra la folla radunata sotto il celebre murale spicca la figura ingrassata di uno dei tanti sosia di Maradona. L’uomo riassume lo spirito dell’incontro con un gesto sobrio e immediato. Porta una mano al petto e poi indica verso il cielo, a significare la presenza costante del campione nella memoria sportiva.
Fra la gente presente si notano tantissimi giovani, ragazzi nati anni dopo il ritiro dal calcio del numero dieci, cresciuti attraverso i racconti familiari.
Un giovane tifoso napoletano sottolinea come questo legame rappresenti un tratto distintivo della cultura della città, un’eredità trasmessa in casa da nonno e padre. Mostrando le braccia scoperte, racconta di provare i brividi di fronte a tanta partecipazione popolare.
La piazza napoletana
Il contatto tra la tifoseria arrivata da oltreoceano e gli abitanti del quartiere trasforma lo spiazzo in un punto di ritrovo coloratissimo. Uno spaccato di cronaca sportiva e di costume, la storia del calcio che si intreccia alla vita febbrile di uno dei più veraci quartieri popolari del capoluogo campano.
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