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Esteri

Albania, scontri a Tirana: studenti in corteo, sassi contro la polizia

Cresce la contestazione contro il governo Rama. "L'opposizione siamo noi" lo slogan degli studenti

di Flavia Romani -


Nuova ondata di proteste in Albania, dove a Tirana gruppi di studenti sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama. La manifestazione davanti alla sede del Ministero dell’Educazione è degenerata in momenti di tensione con le forze dell’ordine, tra cassonetti incendiati, lanci di pietre e bombe molotov.

La polizia ha risposto utilizzando idranti e lacrimogeni per disperdere i manifestanti. La folla, già ridotta anche a causa della pioggia battente, si è progressivamente allontanata dal ministero, dirigendosi verso il Palazzo di governo. Gli episodi di violenza si inseriscono in un clima di crescente contestazione nei confronti dell’esecutivo guidato da Rama.

Il muro contro l’opposizione

A caratterizzare la protesta è stata anche la distanza tra gli studenti e l’opposizione di centrodestra. I rappresentanti del movimento guidato da Sali Berisha hanno tentato di unirsi alla manifestazione, ma sono stati respinti dai giovani presenti in piazza.

«L’opposizione siamo noi», hanno dichiarato gli studenti, rivendicando l’autonomia della mobilitazione rispetto ai partiti tradizionali. I manifestanti avrebbero anche formato un cordone per impedire ai militanti dell’opposizione di avanzare e partecipare al corteo.

La protesta assume una doppia dimensione: da una parte, la richiesta di dimissioni del premier socialista; dall’altra, la volontà degli studenti di mantenere una propria identità politica, senza lasciare che la mobilitazione venga assorbita dalle forze di opposizione. Intanto, gli scontri con la polizia riportano al centro dell’attenzione la tensione politica che attraversa il Paese balcanico.

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