A Parigi nuove prove di sicurezza per l’Ucraina
Un vertice che prova a spostare il focus dall’assistenza militare emergenziale a un quadro strutturato di garanzie. Oggi nuovi colloqui Zelensky - Witkoff
"Nel confermare il sostegno dell'Italia alla sicurezza dell'Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto" al vertice dei Volenterosi di Parigi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l'esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno"
A Parigi, nuovo vertice della Coalizione dei Volenterosi: i leader europei, gli Stati Uniti e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno concordato un pacchetto di garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Comprende supporto politico, assistenza militare indiretta, monitoraggio del cessate il fuoco e un quadro multilaterale di deterrenza.
Francia e Regno Unito hanno indicato la possibilità di hub e strutture di supporto in Ucraina dopo un cessate il fuoco formale. L’Italia, con la premier Giorgia Meloni, ha confermato il proprio sostegno politico e logistico senza invio di truppe.
Oggi, previsti nuovi colloqui bilaterali tra Zelensky e lo Special Envoy statunitense Steve Witkoff per definire modalità operative e canali di cooperazione.
Un vertice che prova a spostare il focus dall’assistenza militare emergenziale a un quadro strutturato di garanzie e cooperazione multilaterale, simile a un modello di sicurezza “Nato-style” per Kiev, con un impegno politico e tecnologico condiviso da più Paesi.
Le decisioni principali per l’Ucraina: garanzie di sicurezza strutturate
I leader hanno definito un pacchetto di garanzie politiche e militari che introduce alcuni elementi nuovi. Oltre al tradizionale supporto militare, si prevede il monitoraggio continuativo del cessate il fuoco con tecnologie avanzate e canali condivisi di intelligence.
In più, la possibilità di hub di supporto e strutture logistiche in Ucraina dopo un accordo di pace formale, creando un modello di protezione più strutturato e permanente.
Un impegno internazionale indirizzato ad essere più vincolante dal punto di vista politico, per dissuadere eventuali nuove aggressioni russe.
Un cambiamento strategico: il vertice non si limita a inviare armamenti o aiuti emergenziali, ma tenta di creare un sistema di garanzie integrate, con strumenti operativi, diplomatici e tecnologici coordinati.
Zelensky a Parigi: presenza, incontri e messaggi
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha partecipato attivamente sia alla sessione plenaria sia agli incontri bilaterali preliminari con Macron e la delegazione statunitense.
E ha evidenziato che ogni soluzione di pace deve rispettare sovranità e integrità territoriale, sottolineando l’importanza di garanzie forti e vincolanti. Il suo ruolo, come momento chiave per trasformare dichiarazioni politiche in strumenti concreti di sicurezza, segnando una differenza rispetto agli incontri europei precedenti.
La delegazione statunitense
Gli Usa hanno partecipato con una delegazione presidenziale, guidata da Steve Witkoff, con la presenza di Jared Kushner e dell’ambasciatore a Parigi. Gli Stati Uniti hanno rafforzato il concetto di monitoraggio multilaterale e cooperazione tecnica, senza impegnare truppe sul territorio ucraino.
Il loro ruolo, per creare un modello di sicurezza più integrato e sostenibile, con responsabilità condivise tra più alleati.
La posizione italiana e Giorgia Meloni
L’Italia, con Giorgia Meloni, ha accolto il pacchetto di garanzie, ribadendo che eventuali impegni operativi saranno volontari e subordinati a procedure costituzionali.
Meloni ha sottolineato il ruolo italiano nella cooperazione politica e logistica, supportando l’idea di un quadro di garanzie duraturo senza esporre truppe italiane al rischio diretto.
Questo approccio conferma la volontà dell’Italia di bilanciare solidarietà internazionale e prudenza operativa, contribuendo al nuovo modello europeo di sostegno all’Ucraina.
I colloqui di tra Zelensky e Witkoff
Oggi, nuovi colloqui bilaterali tra Zelensky e lo Special Envoy statunitense Steve Witkoff. L’obiettivo, tradurre in atti concreti le garanzie politiche stabilite ieri, definendo i meccanismi di monitoraggio del cessate il fuoco, canali di cooperazione tecnica e intelligence e pianificando le fasi operative della futura collaborazione internazionale.
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