Sono un pirata ed un signore. Ma soprattutto, innocente
Tra mito domestico, accuse pesanti e un fascino che non si arrende: la sua battaglia per la verità.
Per capire questa storia bisogna ricordarsi chi è stato Julio Iglesias per l’Italia: non un semplice cantante, ma il re non dichiarato delle nostre cucine. Per anni è stato l’uomo che entrava in casa senza bussare, con quel sorriso lento, lo charme morbido dei divi d’altri tempi e quel fascino latino che faceva evaporare per un attimo la noia del quotidiano. Le casalinghe lo adoravano, e lui sembrava fatto apposta per quel ruolo: elegante, profumato, sempre un po’ troppo perfetto. Poi, all’improvviso, il ribaltone: due ex collaboratrici lo accusano di molestie e aggressioni sessuali. Un salto brusco dal poster sul frigorifero ai faldoni della Audiencia Nacional. E già questo basta a far tremare un pezzo di immaginario collettivo.
La difesa melodrammatica
Iglesias risponde come ha sempre fatto: con un tono che sembra uscito da una sua ballata. Nega tutto, parla di cattiveria, di dignità ferita, di tristezza profonda. È il suo modo di stare al mondo, quello che conosciamo da decenni. Ma stavolta non basta la voce vellutata. Così chiama José Antonio Choclán, l’avvocato che in Spagna difende chiunque abbia qualcosa di grosso da perdere. Ronaldo, Corinna Larsen, Rita Barberá… un curriculum che sembra un romanzo di potere più che una carriera legale. Choclán è uno che non si scompone, non si sbilancia, non si sporca la giacca neppure quando tutti intorno affondano. Un pirata riconosce un altro pirata, verrebbe da dire. O forse è solo la logica del potere che si ripete.
Accuse Julio Iglesias: il mito che scricchiola
La verità, per ora, resta chiusa nelle carte della procura. Ma il punto è un altro: quando cade un’icona domestica, non crolla solo un personaggio, crolla un pezzo di memoria collettiva. Iglesias resta sospeso tra due immagini che gli sono sempre appartenute: il pirata che sa navigare anche nelle tempeste peggiori e il signore che le casalinghe italiane hanno amato come un miraggio quotidiano. Quel fascino latino, che sembrava eterno, oggi si incrina, e noi ci ritroviamo a guardare la crepa con un misto di incredulità e nostalgia. Il resto lo diranno i fatti, non i ricordi.
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