Che affare, i Giochi: oggi iniziano le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Tutti, dalle teste coronate fino ai presidenti e ai vice con l’Ice, saranno presenti all’inaugurazione. Nessuno vuole mancare all’evento dell’anno. Anzi, del decennio. Scorso. Già, perché è da tempo (da quando l’allora neoeletta sindaca di Roma Virginia Raggi rinunciò alla candidatura olimpica del 2024, vinta poi da Parigi), che in tutto il Paese non si attende che la partenza (e la ricaduta) del grande investimento sportivo. Che, poi, solo sportivo non è. Ma, si spera, sarà innanzitutto economico.
Un affare chiamato Olimpiadi
Segnatevi queste cifre. Sono quelle snocciolate da Unimpresa. Che s’aspetta un impatto economico dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 pari a 6,1 miliardi di euro. “Con effetti distribuiti nel tempo e sul territorio”, dicono gli analisti dell’organizzazione, “ben oltre la durata dell’evento sportivo”. Già, perché la previsione ritiene che solo in termini di spesa diretta turistica si possa sperare in incassi attorno all’1,1 miliardi di euro. E non basta. Perché sarà ancora più grande il business legato al cosiddetto turismo indotto dalle Olimpiadi. Che assicurerà, da qui ai prossimi due anni, ricavi aggiuntivi per 1,4 miliardi di euro. Finita qui? Manco per sogno: perché gli investimenti per rimodernare e tirare a lucido gli impianti (sportivi e non) in vista dei Giochi lascerà una legacy, ossia una sorta di eredità o se preferite di strascico, del valore di 3,2 miliardi di euro. A cui andranno aggiunti ben 400 milioni di effetti indotti netti. Insomma, un affare.
Tutti i numeri Unimpresa
Più nel dettaglio, secondo i conti Unimpresa, a febbraio ’26 i Giochi genereranno un impatto pari a 1,3 miliardi di euro. In pratica, si tratta del 21% degli effetti totali. L’onda lunga delle Olimpiadi consentirà a Milano (e Cortina) di mettere in conto incassi per 1,1 miliardi da qui fino al 2027. Anche in questo caso, la cifra si riferisce al combinato disposto tra turismo indotto e effetti moltiplicatori della spesa iniziale per l’evento. Poi c’è la “legacy” che, secondo gli esperti, farà sentire i suoi effetti positivi da qui fino al 2050. Difatti, sul medio termine, sono previsti benefici per 900 milioni, mentre sul lungo si assottigliano (ma non di troppo) a 700 milioni. Le infrastrutture, il prestigio di aver ospitato i Giochi offrirà “benefici permanenti” in termini di mobilità, attrattività e competitività territoriale.
Benefici diffusi non solo per Milano
Insomma, c’è di che far mangiare il cappello a Roma e alla sua scelta di rinunciare all’affare e anche solo a competere per ospitare le Olimpiadi del 2024. Ma c’è dell’altro. Secondo l’analisi InfoCamere, chi beneficerà tantissimo dei giochi non sarà solo Milano bensì la maggioranza delle aziende che operano e lavorano nei comuni che ospitano le gare. E sono, oltre a Cortina, anche Anterselva, Bormio, Livigno, Baselga di pinè, Predazzo e Tesero. Ciò per una ragione semplicissima: qui si vive di montagna e, naturalmente, di sport invernali. Il 44% delle imprese locali fa parte della filiera e addirittura un’azienda su quattro (il 25%) opera direttamente nel turismo sportivo.
Il turismo dei grandi eventi
A conti fatti, dopo tanto impegno, fatica e investimenti, ora ci si attendono i frutti. E, soprattutto, si attendono i riscontri. Capaci di invertire la percezione dell’opinione pubblica in merito ai grandi eventi. Che sono (e restano) un attrattore turistico irrinunciabile. A maggior ragione per un Paese, come l’Italia, che punta tanto sui flussi (soprattutto esteri) e che è riuscita a piazzarsi, finora, al terzo posto in Europa proprio per la capacità di ospitare e richiamare eventi di portata globale.