Amnesty: “n Russia tratta di esseri umani per reclutare soldati”
Londra, 10 set. (askanews) – Amnesty International ha accusato la Russia di “traffico di esseri umani” per aver indotto con l’inganno cittadini stranieri a arruolarsi nell’esercito, secondo un rapporto reso pubblico dall’organizzazione che si è avvalso di testimonianze di prigionieri russi.
“Una ricerca di Amnesty International descrive in dettaglio le pratiche ingannevoli, coercitive e di sfruttamento che la Russia sta utilizzando per reclutare cittadini stranieri nelle proprie forze armate e inviarli a combattere in prima linea in Ucraina”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty.
Tra le vittime figurano cittadini di Brasile, Colombia, Sri Lanka e Sudafrica, alcuni dei quali sono stati attirati in Russia tramite falsi annunci di lavoro tramite agenzie di collocamento, annunci di lavoro online, social media che offrivano un impiego civile in settori quali l’edilizia, la logistica, la sicurezza, i trasporti e l’informatica.
Un altro canale per il reclutamento coinvolgerebbe i migranti e rifugiati già presenti in Russia. Persone che si trovavano spesso in situazioni di vulnerabilità giuridica o economica, in molti casi avevano superato la durata del visto e rischiavano la detenzione, l’espulsione, procedimenti penali o altre forme di incertezza giuridica. Nei loro casi, il servizio militare veniva loro presentato come una soluzione ai problemi che avevano e come una via per ottenere lo status giuridico, un reddito e, spesso, la cittadinanza russa.
“Le persone vittime della tratta vengono sfruttate per servire lo Stato russo, per sostenere lo sforzo militare russo in Ucraina – ha aggiunto la segretaria generale – pertanto, la responsabilità è dello Stato, della Russia, direttamente coinvolta in un’attività che altrimenti viene spesso descritta come quella delle organizzazioni criminali.
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