Sopravvivere alle notti tropicali si può, ma occhio alla salute e alla bolletta
Il caldo estremo non è più un’eccezione: i consigli e gli accorgimenti per non ammalarsi e risparmiare
Quando il termometro continua a segnare temperature elevate anche dopo il tramonto e l’escursione termica si annulla, riuscire a dormire diventa una vera sfida. Le ondate di calore, ormai sempre più frequenti, stanno cambiando anche le abitudini notturne degli italiani. Sempre più spesso, per ricercare un po’ di sollievo almeno per riposare, ricorriamo al ventilatore o al condizionatore. Ma lasciare questi dispositivi accesi per tutta la notte è davvero sicuro? E quali sono i rischi reali per la salute? Accanto ai tanti luoghi comuni che ancora circolano, esistono indicazioni precise della comunità scientifica e delle istituzioni sanitarie, che aiutano a capire come affrontare il caldo senza esporsi a inutili pericoli, tenendo sotto controllo anche i consumi energetici.
Il primo aspetto da considerare è che il disagio provocato dall’afa non dipende solo dalla temperatura. A incidere è anche l’umidità dell’aria: quando è elevata, il sudore evapora più lentamente e il nostro organismo fatica a disperdere il calore corporeo, aumentando la sensazione di soffocamento e rendendo più difficile addormentarsi. Per questo motivo gli esperti ricordano che, negli ambienti domestici, il livello ideale di umidità relativa dovrebbe essere compreso tra il 40 e il 60 per cento, una fascia che consente di limitare anche la formazione di muffe e la proliferazione degli acari della polvere, come indicano l’Organizzazione mondiale della sanità e numerose linee guida sulla qualità dell’aria indoor.
È qui che nasce il vantaggio della modalità “deumidificazione”. A differenza della funzione di raffrescamento, il deumidificatore non abbassa in maniera significativa la temperatura della stanza, ma elimina parte dell’umidità presente nell’aria, migliorando la percezione del caldo con un consumo energetico generalmente inferiore. Una modalità che può risultare più che sufficiente per garantire un riposo confortevole.
Aria condizionata, la temperatura giusta e i falsi miti
Quando invece le temperature restano particolarmente elevate anche durante la notte, il condizionatore diventa spesso l’unica soluzione. In questo caso, però, è importante evitare alcuni errori molto comuni. Uno dei più diffusi consiste nell’impostare temperature troppo basse. Passare da un ambiente esterno con 32-35 gradi a una stanza raffreddata fino a 21 o 22 gradi sottopone infatti l’organismo a uno sbalzo termico importante che può provocare fastidi muscolari, irrigidimenti cervicali e irritazioni delle vie respiratorie.
Su questo punto il Ministero della Salute e gli specialisti concordano: la differenza tra la temperatura esterna e quella interna non dovrebbe superare i cinque o sei gradi, mentre rimane prudente non oltrepassare uno scarto di circa dieci gradi nelle giornate eccezionalmente torride. Nella maggior parte dei casi una temperatura compresa tra 24 e 26 gradi è sufficiente per garantire comfort senza sottoporre l’organismo a un raffreddamento eccessivo.
Esiste poi un altro falso mito difficile da sradicare, quello secondo cui il condizionatore farebbe venire il raffreddore. Insomma, il climatizzatore non è la causa diretta di raffreddori, bronchiti o influenze. Può però contribuire a seccare le mucose del naso e della gola o favorire l’insorgenza di sintomi in persone che presentano già un’infezione virale o particolari condizioni predisponenti. Perché il freddo è sì un fattore favorente, ma non la causa della malattia. Lo stesso vale per la convinzione secondo cui l’aria condizionata sarebbe responsabile della paralisi di Bell, una forma di paresi del nervo facciale. Le evidenze scientifiche mostrano invece che nella maggior parte dei casi questa patologia è associata alla riattivazione di virus, in particolare dell’Herpes simplex o del virus Varicella-Zoster. L’esposizione al freddo può rappresentare, al massimo, un elemento scatenante in soggetti predisposti, ma non costituisce la causa della malattia.
Il ventilatore muove l’aria, non abbassa la temperatura
Se il climatizzatore abbassa realmente la temperatura dell’ambiente, il ventilatore funziona in maniera completamente diversa: mette in movimento l’aria, accelerando l’evaporazione del sudore e favorendo la dispersione del calore corporeo. È questo il motivo per cui si percepisce una sensazione di fresco pur senza alcuna diminuzione della temperatura della stanza. Anche il ventilatore, tuttavia, non è esente da possibili effetti indesiderati. Dormire tutta la notte con il getto d’aria puntato direttamente sul corpo può provocare secchezza degli occhi, delle mucose e della pelle, oltre a favorire contratture muscolari e torcicollo. Inoltre il continuo movimento dell’aria tende a sollevare polvere, acari e peli di animali domestici, con possibili conseguenze per chi soffre di allergie respiratorie o di asma.
Quanto costa l’aria condizionata rispetto al ventilatore
Naturalmente il comfort deve fare i conti anche con la bolletta elettrica. In tal senso, il ventilatore resta nettamente più conveniente. Un normale modello domestico consuma mediamente tra 20 e 100 watt, con un costo di pochi centesimi per un’intera notte di funzionamento. Il condizionatore, invece, richiede una potenza molto superiore, generalmente compresa tra 900 e oltre 3.000 watt a seconda del modello, della classe energetica e della temperatura impostata. Lasciarlo acceso per tutta la notte può incidere sensibilmente sui consumi, soprattutto se si tratta di apparecchi datati o poco efficienti. Per limitare la spesa senza rinunciare al comfort, gli esperti consigliano, quando è disponibile, di sfruttare la funzione “Sleep” o la modalità deumidificazione. Altrettanto importante è la manutenzione periodica dei filtri, indispensabile per mantenere elevata l’efficienza dell’impianto e anche per evitare l’accumulo di polveri, muffe e batteri.
Insomma, non esiste una risposta valida per tutti. Ma sempre attenzione alla salute e al portafogli. Trovare il giusto equilibrio tra comfort, salute e risparmio energetico è ancora più importante, soprattutto in un’estate in cui il caldo estremo non è più un’eccezione, ma una condizione sempre più frequente.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI ATTUALITÀ
Torna alle notizie in home