L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Attentato Monaco, caccia all’ucraina: in fuga verso l’Italia?

La svolta delle indagini, l'accertamento sull'organizzazione e sulle modalità dell'esplosione

di Angelo Vitale -


Le indagini sul clamoroso attentato esplosivo che ha ferito l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia nel Principato di Monaco hanno subito un’accelerazione decisiva: una donna ucraina, l’attentatrice, forse in fuga verso l’Italia.

La principale sospettata, una donna di circa trent’anni, di nazionalità ucraina e formalmente residente in Germania. Secondo i rilievi della Polizia Giudiziaria di Nizza e della Direzione Nazionale della Polizia Francese, una donna attivamente ricercata. Le autorità hanno tracciato, subito dopo la deflagrazione, la sua fuga insieme a possibili complici, attraversando il confine, in direzione dell’Italia.

Fonti giudiziarie e investigative francesi e monegasche (rilasciate a Le Figaro e BFMTV) confermano l’identificazione della principale sospettata, delineando una fuga internazionale che punta con decisione verso i confini italiani.

Il travestimento da uomo e i sopralluoghi incastrati dai video

I dettagli emersi da una nota interna della polizia rivelano una pianificazione meticolosa dell’attacco. Gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità della trentenne incrociando i filmati delle telecamere di videosorveglianza del Principato con la testimonianza chiave di una persona che ha avuto contatti diretti con lei nei giorni precedenti. I filmati hanno documentato come l’ucraina abbia effettuato ripetuti sopralluoghi a Monaco nei pressi dell’edificio di Ermolaev per studiare i movimenti della famiglia prima dell’attentato.

Per eludere i controlli al momento di posizionare l’ordigno, la donna ha adottato un travestimento maschile. I video la ritraggono con un cappello da pescatore nero a coprire il volto, una giacca scura e pantaloni chiari, vestiti scelti appositamente per camuffare le sembianze femminili.

L’esplosivo, contenuto in un pacco posizionato all’ingresso della residenza, non attivato a distanza, ma azionato manualmente al passaggio delle vittime. Una esplosione che ha causato il gravissimo ferimento della compagna dell’imprenditore, Anna Nasobina, provocandole l’amputazione delle gambe.

Mandato di cattura europeo e caccia oltreconfine

Considerando la repentina fuga della sospettata dal territorio monegasco e transalpino, la magistratura ha attivato immediatamente i canali di cooperazione internazionale di polizia. E trasmesso i dati identificativi, l’identikit e le modalità di camuffamento della donna con la massima urgenza alle forze di polizia dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Ora, attenzioni degli inquirenti puntate in queste ore tutte sull’Italia, considerata la via di fuga logistica più probabile per via della vicinanza geografica con la Costa Azzurra.

Gli investigatori continuano a vagliare due piste principali dietro l’azione: la faida interna legata alla criminalità organizzata o un’operazione di ingerenza e tracciamento da parte dei servizi segreti ucraini. Ermolaev era stato precedentemente sanzionato da Kiev per le sue attività commerciali in Crimea.


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