L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Dimissioni in blocco di opposizione e maggioranza. Azzerata la Vigilanza Rai

di Giuseppe Ariola -


La commissione di Vigilanza Rai è azzerata. Nel giro di poche ore tutti i suoi componenti si sono infatti dimessi. Ad aprire le danze sono stati quelli di opposizione, con in testa l’ormai ex presidente, Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle. Se il motivo principale di questa scelta risiede nella paralisi che ormai da lunghi mesi attanaglia la Vigilanza Rai, dove la maggioranza fa puntualmente mancare il numero legale necessario all’avvio dei lavori, a supporto della propria decisione i partiti di minoranza denunciano anche quella che considerano una serie di ulteriori criticità che ruotano attorno al servizio pubblico. Dai poco apprezzati nuovi palinsesti al calo dello share. Dall’aumento dei contratti esterni, a scapito del pluralismo e della valorizzazione delle risorse interne, alla denuncia del mancato rispetto del Regolamento Ue noto come Media Freedom Act.

La linea di maggioranza e opposizione

Insomma, mettono nero su bianco deputati e senatori dimissionari di opposizione, sarebbe in atto un “progressivo declino del servizio pubblico”. Una tendenza che la Vigilanza Rai, è la tesi, non sarebbe nelle condizioni di invertire proprio per l’immobilismo in cui versa da mesi. Di contro, i parlamentari del centrodestra, nell’annunciare anche il loro di passo indietro dalla commissione, denunciano quella che definiscono una “una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani”. Un epilogo senza precedenti al quale si è arrivati dopo mesi di tira e molla e senza che neanche l’invito del Presidente della Repubblica a trovare una soluzione riuscisse a fare breccia. Tutto ha avuto inizio con il mancato accordo sulla nomina di Simona Agnes, in quota Forza Italia, alla Presidenza della Rai.

Il caso Agnes

La ratifica della proposta avanzata dal Consiglio di Amministrazione del servizio radiotelevisivo pubblico necessita del favore dei due terzi dei componenti della commissione parlamentare. La sola maggioranza non è quindi autosufficiente in tal senso e la mancata intesa con l’opposizione ha condotto – e protratto probabilmente troppo a lungo – a una paralisi dei lavori poi ieri degenerata. Ed è qui che il fronte delle accuse diventa incrociato. Perché se l’opposizione incolpa la maggioranza di aver bloccato la Vigilanza Rai disertando i lavori, il centrodestra sostiene aver abbandonato una commissione “che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra” che ha impedito la designazione della Agnes.

Vigilanza Rai azzerata e difficoltà di formare una nuova commissione

Comunque sia, la palla adesso passa nelle mani dei presidenti di Camera e Senato a cui toccherà provare a sbrogliare l’intricata matassa. Ma se la maggioranza si dice disponibile alla nascita di una nuova commissione con l’obiettivo di “dare in tempi rapidi un presidente alla Rai”, di certo non sarà facile far cambiare idea all’opposizione, che non sembra intenzionata ad abbandonare le barricate sulle quali si è trincerata. E senza alcuna soluzione utile a risolvere l’impasse sulla presidenza della Rai all’orizzonte, il rischio è che anche gli eventuali passaggi necessari affinché la commissione nasca nuovamente e torni nel pieno delle sue funzioni si rivelino del tutto inutili.


Torna alle notizie in home