Saltata l’audizione di Conte in commissione Covid. A quando sarà rinviata?
L’audizione potrebbe essere calendarizzata anche nella settimana compresa tra il 10 e il 15 agosto, come auspicato da Fratelli d’Italia
L’audizione dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid si conferma terreno di scontro politico.
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Saltata l’audizione
L’appuntamento, atteso da settimane, è infatti saltato. Neanche a dirlo, il rinvio ha immediatamente alimentato un duro botta e risposta tra maggioranza e Movimento 5 Stelle.
Fratelli d’Italia accusa il leader pentastellato di aver cercato di sottrarsi al confronto scegliendo una data incompatibile con i lavori della Camera.
I 5 Stelle, dal canto loro, negano e anzi rilanciano l’accusa che nonostante le dimissioni dalla commissione – necessarie per poter essere audito – alla fine l’appuntamento con l’ex premier sia stato rinviato.
La vicenda Conte – Covid
La vicenda ruota tutta attorno alla disponibilità fornita da Conte per essere ascoltato.
Secondo la maggioranza, il presidente della Commissione, Marco Lisei, avrebbe lasciato all’ex premier la possibilità di indicare una data utile.
Ricevendo però una risposta che avrebbe finito per rendere impossibile l’audizione, poiché coincidente con giornate nelle quali Montecitorio è impegnato con i lavori d’Aula.
La reazione di FdI
Da qui la dura reazione di Fratelli d’Italia. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami parla senza mezzi termini di un comportamento studiato a tavolino.
“È un vergognoso gioco di prestigio di Giuseppe Conte che prima ha atteso di sapere quando avrebbe lavorato la Camera e poi ha dato la disponibilità ad essere audito in Commissione Covid, guarda caso quando la Camera lavora”, ha dichiarato a margine di una conferenza stampa in Senato.
L’esponente di FdI rivendica inoltre il comportamento istituzionale tenuto dal presidente della Commissione.
“Lisei, per cortesia istituzionale, ha dato a Conte la possibilità di indicare delle date e la risposta è stato questo vergognoso gioco di prestigio, con lo spettacolo indecoroso di ieri in Aula”, ha aggiunto Bignami, sostenendo che a questo punto non sarebbe più necessario attendere ulteriori disponibilità da parte dell’ex presidente del Consiglio.
Una convocazione diretta?
La posizione della maggioranza appare infatti orientata a procedere con una convocazione diretta.
“Io, fossi il presidente, convocherei senza chiedere la disponibilità. Bisogna che Conte si metta l’animo in pace e venga a rispondere alle domande”, ha affermato ancora Bignami, “Per me si può fare il 10, 11, 12, 13, 14 o 15”, ha aggiunto.
Resta insomma da capire quale sarà la prossima mossa del presidente Lisei. La maggioranza spinge per fissare rapidamente una nuova convocazione, senza ulteriori interlocuzioni preventive con l’ex presidente del Consiglio.
L’audizione entro Ferragosto?
Se questa linea dovesse prevalere, l’audizione potrebbe essere calendarizzata anche nella settimana compresa tra il 10 e il 15 agosto, come auspicato da Fratelli d’Italia. In tal modo, si eviterebbero ulteriori rinvii che rischierebbero di alimentare ancora lo scontro politico.
D’altro canto, da calendario i lavori parlamentari resteranno fermi per la pausa estiva dalla fine di questa settimana all’8 settembre. In attesa della nuova data, quel che è certo è che la polemica è destinata a proseguire.
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