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Aumenti ingiustificati, Netflix condannata ai rimborsi

La decisione del tribunale di Roma dopo l'esposto dei consumatori

di Paolo Diacono -


Netflix condannata a risarcire gli utenti per i rincari ritenuti ingiustificati dal tribunale: si prospettano rimborsi fino a 500 euro perché, stando a quanto accertato dai magistrati la società avrebbe approfittato della vessatorietà di una clausola che consentiva la modifica del prezzo degli abbonamenti. Clausola, però, che è finita nel mirino dei giudici del tribunale di Roma. La vicenda ora può diventare importante e essere alla base di una raffica di ricorsi.

Netflix condannata, raffica di rimborsi fino a 500 euro

L’azione giudiziaria è stata avviata e promossa dal Movimento Consumatori contro la divisione italiana del colosso dello streaming. Nel mirino ci sono le clausole che consentivano la modifica, appunto, del prezzo e di altre condizioni contrattuali. Una clausola, anzi una serie di clausole, che per i magistrati sono da considerarsi vessatorie. E dunque la condanna è stata inevitabile. Anche perché, stando ai rilievi del tribunale di Roma, le clausole in questione avrebbero consentito all’azienda di cambiare e operare modifiche senza motivi giustificati.

Imposte le restituzioni

Quali sono gli aumenti contrattuali stangati dai giudici che costringeranno Netflix a procedere coi rimborsi? In pratica (quasi) tutti i ritocchi operati fino al gennaio 2024. E cioè gli aumenti del 2017, 2019, 2021 e quello, eccezione che conferma la regola, di novembre 2024. Ora il colosso dovrà procedere a restituire le somme dovute agli utenti. Per quelli “premium” i ristori potrebbero essere davvero sostanziosi e si aggirerebbero fino a 500 euro.


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