Nell’Alta Austria, a Kronstorf, 3.500 abitanti si trovano improvvisamente al centro di una battaglia che supera i confini locali. Google vuole costruire un data center da 50 ettari, un investimento che promette sviluppo e posti di lavoro. Ma la comunità non è convinta. Teme che l’infrastruttura destinata a sostenere il boom dell’intelligenza artificiale diventi un peso insostenibile per acqua, energia e qualità della vita.
La denuncia di Christina Gruber
Davanti alla sede del governo regionale di Linz, circa 400 persone hanno manifestato contro il progetto. A guidarle è Christina Gruber, artista ed ecologa acquatica, che all’Afp ha denunciato la “crescita senza fine” dell’Ia e la scarsa trasparenza delle autorità. “Non ci hanno chiesto se vogliamo sacrificare le nostre risorse idriche per questi enormi data center”, ha affermato. Il timore riguarda soprattutto l’acqua necessaria per il raffreddamento dei server. Secondo analisi dell’Uptime Institute, un grande data center può consumare milioni di litri al giorno, un dato che alimenta le preoccupazioni nelle regioni già esposte allo stress idrico.
Comunità in fibrillazione
Il caso austriaco non è isolato. In Spagna, nella regione dell’Aragona, i residenti hanno avviato un’azione legale contro il mega-impianto di Amazon, contestando l’impatto ambientale e il consumo di energia. Amsterdam ha imposto una moratoria sulle nuove costruzioni, mentre la Danimarca ha retrocesso i data center nella lista delle priorità per l’allacciamento alla rete, segnalando che la crescita del settore rischia di sovraccaricare il sistema elettrico nazionale. Secondo dati della Commissione europea, il consumo energetico dei data center nel continente potrebbe triplicare entro il 2030, spinto dall’esplosione dell’Ia generativa e dei servizi cloud.
Innovazione e sostenibilità
L’Europa, pur distante dagli Stati Uniti per capacità installata, vive una fase di espansione accelerata. La reazione delle comunità locali mostra che la corsa all’intelligenza artificiale non è più percepita come un progresso neutrale. È diventata una questione politica, ambientale e sociale. Kronstorf, con le sue proteste, è oggi il simbolo di un continente che chiede di rallentare e capire se il prezzo della rivoluzione digitale sia davvero sostenibile.