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Auto motive in panne, Urso riparte dagli incentivi

La ricetta del Mimit a Federauto: "Già espressi dubbi su Green deal, cosa faremo"

di Maria Graziosi -


Il governo ci riprova, anzi ci ripensa: sarebbe in arrivo una nuova campagna di incentivi economici per sostenere l’auto. Una proposta, quella lanciata dal ministro all’Industria e Made in Italy, Adolfo Urso, che ha riscontrato il plauso della platea di Federauto. Ma, come ha puntualizzato il titolare del dicastero del Mimit, non saranno fondi a pioggia né agevolazioni indiscriminate. “Per stimolare la domanda prevediamo incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato”, ha affermato Urso.

Incentivi per l’auto ma non per tutte

Facile, a questo punto, prevedere che gli incentivi riguarderanno i veicoli ibridi e pure elettrici, almeno in parte. “Credo davvero che insieme a tutti gli operatori della filiera possiamo tracciare il percorso per una transizione sostenibile, equilibrata e inclusiva, che faccia ripartire un mercato da troppo tempo depresso, così da affrontare le sfide attuali e registrare successi per il nostro Paese e per l’Europa”, ha affermato Urso. E, difatti, la depressione del mercato dell’automotive è una delle poche costanti in un periodo economico imprevedibile e pericoloso come quello in cui viviamo. Un tema, questo, da sempre al centro dell’azione e dell’attenzione dell’esecutivo.

La fotografia di un comparto in crisi

“Lo scorso anno le immatricolazioni sono calate per auto e per i veicoli commerciali, registrando per la filiera produttiva italiana una contrazione significativa. Tuttavia l’andamento ancora crescente della compravendita dell’usato denota come in realtà il mercato chieda prodotti, ma evidentemente l’offerta non incontra il reale potere d’acquisto delle famiglie”, ha ribadito il ministro. Che ha aggiunto: “In questo contesto il Governo italiano con fermezza ha dato una scossa all’Unione Europea mettendo in discussione le folli idee del Green Deal”.

La “nota” di Pichetto

E quindi: “Siamo stati pionieri di una posizione fuori dal coro, promuovendo già nel novembre 2024 un non paper, sottoscritto da altri 14 Stati membri, che indicava con chiarezza le riforme radicali, le azioni strategiche e i fondi adeguati che servono per uscire dalla crisi”. Ma una soluzione, al momento, sembra ancora lontana dal momento che a Bruxelles il green rimane, più che una pista, una verità di fede da sostenere a ogni costo. E su cui è intervenuto pure il ministro all’Ambiente Pichetto: “Il cambiamento deve essere migliorativo e non deve essere distruttivo. Questo è il rischio che si è corso e si corre in Unione Europea: quello di demolire il passato senza essere capaci di costruire un futuro”.


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