L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Autopsia Fakir: sangue nei polmoni e schiacciamento, tutte le domande

L'esame medico-legale e i dati preliminari pongono ora al centro dell'inchiesta della Procura di Bologna alcuni quesiti fondamentali

di Daniel Walker -

Esterno dalla camera mortuaria del Policlinico Sant'Orsola di Bologna mentre è in corso l'autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica scorsa al Pilastro di Bologna durante un intervento di polizia


Autopsia Fakir a Bologna: i primi riscontri e tutte le ipotesi da accertare riguardo alle fasi del decesso.

Autopsia Fakir: cosa è emerso?

Resi noti i primi riscontri dell’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio al rione Pilastro di Bologna durante un fermo di polizia.

I riscontri confermano che i polmoni erano pieni di sangue e presentavano segni di schiacciamento.

Leggi tutte le news di Cronaca

L’esame medico-legale

L’esame medico-legale e i dati preliminari emersi dalla Tac tracciano il quadro di un’asfissia meccanica, ponendo ora al centro dell’inchiesta della Procura di Bologna alcuni quesiti fondamentali.

La dinamica dello schiacciamento

Gli accertamenti dovranno stabilire se i segni di schiacciamento sul torace siano stati provocati dall’azione di contenimento a terra eseguita dagli agenti durante il fermo, oppure se siano sopravvenuti post mortem a seguito delle manovre di rianimazione e del massaggio cardiaco praticato dai sanitari del 118.

L’origine dell’emorragia nei polmoni

I periti dovranno chiarire se l’invasione ematica polmonare — causa della compromissione respiratoria — sia stata l’effetto diretto dell’eccessiva compressione toracica o se possa essere stata favorita o addirittura causata da fattori concorrenti. Per esempio, l’eventuale assunzione di sostanze o la risposta a uno stato di profonda agitazione psicofisica.

L’assenza di fratture

La Tac ossea svolta a supporto dell’autopsia ha invece escluso la presenza di lesioni o fratture scheletriche. I periti nominati dai magistrati avranno 90 giorni di tempo per depositare la relazione definitiva, che comprenderà anche gli esiti degli esami tossicologici e istologici.


Torna alle notizie in home