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La rabbia dell’Italia che suda e il teatrino dei soliti noti

Tra il gasolio oltre due euro e l'esasperazione di pendolari e camionisti, il Paese reale dimostra una lezione di civiltà. Mentre la piazza violenta devasta le città e la TV annega nel solito "bla bla", l'apertura dei tavoli con il ministro Salvini segna il primo passo: ora servono risposte immediate

di Anna Tortora -


Due Italie si guardano in cagnesco lungo le strade e nelle piazze del Paese, ed è tempo di spazzare via il buonismo peloso e la retorica del politically correct.

Da una parte risalta l’Italia vera. Quella che si sveglia all’alba, estranea al concetto di riposo o festività, pronta ad accendere il motore di un Tir o a salire in macchina per sbarcare il lunario in fabbrica o in ufficio. Gli autotrasportatori in presidio lungo la Penisola e la marea silenziosa di pendolari che ogni mattina mettono in moto l’auto soffrono la medesima piaga: un gasolio ancorato sopra i due euro che trasforma ogni spostamento e ogni viaggio in un conto in perdita. La gente è stanca, esasperata da costi insostenibili. Eppure, in mezzo a un’emergenza economica che soffoca la logistica e scioglie i risparmi delle famiglie, a dominare è stata la civiltà.

Presidi responsabili, dialogo costante con le forze dell’ordine e una dignità esemplare. L’avvio dei primi confronti al ministero con Matteo Salvini e lo sblocco di alcune risorse sono un segnale, ma da soli non bastano. Il Governo ha il dovere politico e morale di fare molto di più: chi governa questo Paese, a maggior ragione se si richiama ai valori del lavoro e della produzione, deve mettere in campo misure coraggiose e strutturali prima che la situazione diventi irrecuperabile.

Maranza, talk show e tolleranza zero: la seconda Italia

Dall’altra parte emerge il degrado. La feccia dei teppisti, delle baby gang e dei “maranza” che scambia qualsiasi momento di tensione sociale per una licenza di saccheggio urbano. Vetrine sfondate, commercianti sul lastrico, cassonetti dati alle fiamme e violenza cieca contro i centri storici. Si tratta di delinquenza pura. Di fronte alla devastazione del lavoro altrui servono il pugno di ferro, la galera immediata e sanzioni severe, anziché le rituali analisi sociologiche della Sinistra salottiera con i soliti piagnistei.

Nel mezzo, lo spettacolo più stancante: i talk show televisivi. Ore di aria fritta, infagottate nei “bla bla” di opinionisti e soloni intenti a pontificare sul carovita e sul Paese reale a favore di telecamera. La Sinistra grida allo scandalo, scordando comodamente che la demagogia lascia le pance vuote e che la realtà è fatta di famiglie e lavoratori ridotti allo stremo.
I cittadini hanno ben chiaro da che parte stare: dalla parte di chi sostiene la spina dorsale della Nazione e di chi indossa una divisa per garantire l’ordine pubblico con equilibrio. Ma il tempo delle mezze misure è scaduto. Ora il Governo passi ai fatti concreti: servono sostegni veri e immediati sui carburanti per le imprese e i pendolari, insieme alla tolleranza zero per chi devasta le nostre città.

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